Smartphone, la prossima frontiera è la memoria intelligente

MICROELETTRONICA

Workshop della fondazione Politecnico di Milano e Micron Foundation: Italia all'avanguardia nella progettazione delle tecnologie per il mobile, grazie anche alla collaborazione tra atenei e i principali player industriali del settore

di A.S.

Le prestazioni delle memorie dei dispositivi mobili sono sempre più importanti per smartphone e tablet. E a dimostrarlo basta il fatto che ormai una delle considerazioni base per valutare un device è quanta memoria ha. Un campo in cui l’Europa, e nello specifico in Italia, hanno carte importanti da giocare, grazie alle attività di ricerca e sviluppo che sono in grado di sviluppare sul proprio territorio. Parliamo di progettazione e validazione di circuiti integrati, metodologie e tecnologie per dispositivi mobili, che vedono esperti di Università e industria lavorare in collaborazione per ideare il cuore dei dispositivi del futuro, ciò che sta dentro gli smartphone e i tablet poi prodotti in altre regioni del mondo.

Se ne è parlato a Milano alla seconda edizione del workshop Mobile System Technologies, che si è svolto nelle scorse settimane a Milano, con il coordinamento di Paolo Amato di Micron Semiconductor Italia e Luca Breveglieri del Politecnico di Milano. A organizzare l’evento la Fondazione Politecnico di Milano con il supporto della Micron Foundation. Al centro del dibattito le principali soluzioni tecnologiche per sistemi mobili: la memoria come fattore abilitante, la sicurezza e lo storage, i processori, la grafica.

Durante i lavori i rappresentanti dell’industria e quelli della ricerca sono giunti a una conclusione comune: per innovare i sistemi mobili bisogna innovare la memoria, che da elemento quasi di consumo diventa un enabler fondamentale, perché il fattore chiave non è più solamente la quantità di memoria, ma anche le sue prestazioni. Il trend che emerge è quello di innovare le tecnologie di memorie e portare “intelligenza” nelle soluzioni di memoria, che devono contenere grandi quantità di dati, gestirle rapidamente, e consumare poco.

Proprio sull’evoluzione dei dispositivi di memoria si sta concentrando la ricerca, sia nell’ambito del sottosistema di memoria, sia nelle tecnologie, oggi rappresentate da memorie di tipo dinamico (Dram) e non volatile (Nand). Dalle tecnologie emergenti di memoria, infatti, ci si aspetta che porteranno vantaggi in termini di capacità, prestazioni, e consumo energetico, permettendo di superare i limiti posti dalla crescente miniaturizzazione dei sistemi.

Proprio in questo settore Micron, insieme con Intel, è stata tra i primi a presentare una nuova tipologia di memorie, la storage class memory 3D X-Point, la cui prima applicazione sarà nell’ambito dei server. Ma secondo gli esperti, sia in ambito industriale che accademico, le nuove tipologie di memoria troveranno presto nuove applicazioni anche nell’ambito dei sistemi mobile.

Quanto alla sicurezza di dispositivi, dati e applicazioni, con la diffusione crescente dei sistemi mobile aumentano rapidamente anche le minacce. La prospettiva per contrastarle è quella dei sistemi di “sicurezza distribuita” che consentiranno di proteggere sia i singoli elementi, sia le loro interazioni con una rete di altri dispositivi. La tecnologia emergente in questo campo sono le soluzioni Physical Unclonable Functions (Puf), insiemi di circuiti elettrici molto sensibili a variazioni minime, che possono essere incorporate nei chip per renderli unico, come un’impronta digitale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 18 Ottobre 2016

TAG: Micron Foundation, Fondazione Politecnico di Milano, Memorie, sicurezza, Smartphone, tablet

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