L'inchiesta sul riciclaggio fa saltare la Ngn

BANDA LARGA

Era previsto per i primi di marzo il battesimo della Newco da parte di Fastweb, Wind e Vodafone per la realizzazione di un'infrastruttura alternativa a quella di Telecom Italia. Ma l'autosospensione di Parisi ha messo a repentaglio il piano

di Mila Fiordalisi
Si cominciano a contare i primi “danni” frutto dell’inchiesta sul riciclaggio. I maxi accantonamenti messi sul piatto da Telecom Italia e Fastweb per evitare il commissariamento pesano sui bilanci delle aziende. E soprattutto il caso si è esteso al di là dei confini aziendali.

Secondo quanto riferisce il quotidiano La Repubblica, era fissata per il mese di marzo la nascita della Newco per la realizzazione della rete telefonica Ngn. Fastweb, Wind e Vodafone i soci pronti a sottoscrivere l’accordo per dare vita ad un’infrastruttura alternativa a quella di Telecom Italia portando in dote i propri asset (le reti).

"Il progetto - si legge nelle slide di cui il quotidiano è venuto in possesso - prevede la costituzione di una società partecipata dagli operatori alternativi che si occupi della realizzazione e della manutenzione della Ngn, mentre i servizi ai clienti finali verranno erogati dai singoli operatori in regime di piena concorrenza. L'obiettivo è il cablaggio delle maggiori 15 città. I tempi di realizzazione sono stimati in cinque anni e l'investimento relativo in 2,5 miliardi di euro".

Ma l’inchiesta ha fatto saltare tutto. L’autosospensione di Stefano Parisi, numero uno di Fastweb, costringe a rivedere i termini dell’accordo sottoscritto, almeno verbalmente, insieme con Paolo Bertoluzzo e Luigi Gubitosi, gli Ad di Vodafone Italia e Wind, che avrebbero dovuto incontrarsi con esponenti del Governo per formalizzare il piano.

14 Aprile 2010