Riparte il business di Sony Ericsson dopo sette trimestri in rosso

RISULTATI Q1

Il piano di ristrutturazione e il lancio sul mercato di nuovi modelli high-end danno i frutti sperati. Utile a 21 milioni di euro dalla perdita di 293 milioni di appena un anno fa. Ma il fatturato e il market share sono in calo e gli analisti avvertono: "Le difficoltà non sono finite"

di Patrizia Licata
Dopo sette trimestri di fila in rosso, arriva l’utile per il produttore di cellulari Sony Ericsson: merito della strategia di riduzione dei costi ma anche del lancio sul mercato di nuovi modelli di fascia alta, in particolare smartphone con funzioni simili a quelle dei Pc e collegamenti ai social network più popolari come Facebook e Twitter. Nei primi tre mesi del 2010 la joint venture ha messo a segno un risultato positivo di 21 milioni di euro, contro la perdita di 293 milioni di un anno fa.

Gli analisti avvertono tuttavia che il cammino di Sony Ericsson non è necessariamente tutto in discesa da ora: "Il profitto nel primo trimestre e l’aumento del prezzo medio di vendita dei cellulari sono buone notizie, ma ciò è stato ottenuto restringendo il focus su un minor numero di modelli”, sottolinea Michael Andersson, analista di Evli, “e i volumi di vendita sono calati più del previsto. Le sfide per Sony Ericsson non sono finite”. Il fatturato nei tre mesi terminati il 31 marzo è infatti sceso da 1,74 miliardi di euro di un anno prima a 1,4 miliardi: Sony Ercisson ha distribuito 10,5 milioni di telefoni, il 28% in meno rispetto al primo trimestre 2009. La società ha però venduto più cellulari di fascia alta, riuscendo ad alzare il prezzo medio di vendita del 12%. Di conseguenza il margine lordo è balzato al 30,6%, rispetto all’8,4% di un anno prima.

Il Ceo di Sony Ericsson Bert Nordberg ha sottolineato proprio il fatto che i nuovi prodotti high-end, come l’Xperia X10 e il Vivaz, hanno cominciato ad essere distribuiti alla fine del primo trimestre e sono stati “ben accolti” dal mercato. Ma anche il controllo dei costi operativi, scesi da 528 milioni di euro a 423 milioni, ha contribuito al risultato positivo: "I miglioramenti sia nel margine lordo che in quello operativo dimostrano che ci siamo rimessi in carreggiata e che siamo in grado di accompagnare la nostra strategia con la giusta struttura di costi”, ha commentato ancora Nordberg. Va sottolineato tuttavia che il taglio del 20% dei costi operativi è stato realizzato a spese soprattutto del budget destinato alla R&D.

Il piano di ristrutturazione di Sony Ericsson ha preso il via nel 2008 e ha portato a una riduzione dei dipendenti da 8.450 persone a 3.150. Il programma è ancora in corso (l’obiettivo è tagliare i costi operativi annuali di 880 milioni di euro) e i pieni benefici, assicura Sony Ericsson, arriveranno nella seconda metà del 2010. Anche se nel primo trimestre di quest'anno la quota di mercato della joint venture è scesa di un punto percentuale al 4%, la società è convinta di poter chiudere il 2010 con una leggera crescita delle vendite. Ancora scettici gli analisti: il mercato dei cellulari è previsto in aumento del 10,8%, molto più di quello che riuscirà a fare SonyEricsson quest'anno. "In sostanza, la società è riuscita a rimettersi in sesto per quanto riguarda il contenimento dei costi, ma deve dimostrare di saper recuperare share di mercato”, conclude Nicolas von Stackelberg, analista di Macquarie Research.

16 Aprile 2010