Unbundling: una partita da 70 milioni

LE NUOVE TARIFFE

Secondo le prime stime degli analisti finanziari l'aumento del canone mensile proposto dall'Agcom porterebbe in dote a Telecom Italia circa 70 milioni a fronte di un calo dell'ebitda per gli operatori concorrenti. E intanto l'ex monopolista annuncia nuovi tagli del personale

di Mila Fiordalisi
70 milioni di euro. Tanto vale, stando ai calcoli effettuati da alcuni analisti di banche d'affari, fra cui Dz Bank, Equita e Intermonte, l' "operazione" unbundling per Telecom Italia, si legge in un articolo di Milano Finanza. L'aumento del canone mensile proposto dall'Agcom - che sarà sottoposto a consultazione pubblica - da 8,49 euro a 9,67 euro dovrebbe portare nelle casse dell'azienda capitanata da Franco Bernabè per l'appunto circa 70 milioni. Il tutto a fronte di perdite per le società concorrenti: secondo gli analisti l'aumento del canone di unbundling significherebbe per Fastweb un calo del 4% dell'ebitda e per Tiscali del 6%.

Nella proposta dell'Agcom l'aumento del canone fa il paio con la modifica del calcolo del prezzo, che passa da un modello a costi storici a un modello incrementale (la tariffa crescerà progressivamente entro il 2012).

Già sul piede di guerra gli Olo, che si preparano ora per la consultazione. Sotto i riflettori la qualità della rete di Telecom Italia, che secondo gli Olo non sarebbe adeguata e sarebbe soggetta a troppa "guastabilità". Ma su questo fronte l'Agcom ha già ottenuto da parte dell'ex monopolista la rassicurazione sugli investimenti, per 2,65 miliardi di euro, destinati proprio ad abbattere il tasso di guastabilità. Tutta da discutere anche la questione del costo-km dell'ultimo miglio che corrisponde in Italia a 1,5 km, una tratta più breve rispetto a quella di buona parte dei Paesi europei evoluti. In Italia il costo medio per km ammonta a 5,66 euro, ma si salirà con l'aumento delle tariffe di unbundling.

Telecom Italia ha intanto quantificato in 4500 i nuovi esuberi annunciati nell'ambito della presentazione del piano industriale 2010-2012. "In particolare, l’azienda - si legge nella nota diramata nella serata di ieri - ha esplicitato come in tale periodo si cumulino, in Telecom Italia Spa., le necessità di efficientamento residue già previste in piani precedenti (2300 risorse, al netto delle riduzioni già operate nella fase iniziale del 2010) ed ulteriori efficienze aggiuntive, quantificate in 4522 risorse al 31.12.2012. Con separato riferimento alla società SSC, l’Azienda ha inoltre confermato il diretto interesse del Gruppo al mantenimento delle relative attività entro il proprio perimetro in condizioni di ripristino della competitività delle lavorazioni ed in tale quadro il proprio diretto coinvolgimento nella gestione di tale percorso".

I contenuti dell’aggiornamento del piano strategico di Telecom Italia sono stati illustrati a Cgil, Cisl e Uil: "Le parti - si lenne nella nota di Telecom - hanno convenuto per la necessità di ulteriori approfondimenti sulle dinamiche di piano in appositi incontri in materia di strategie di mercato (Domestic Market Operations) e di opzioni tecnologiche ed investitorie (Technology & Operations). Al termine di tali incontri è da prevedere un successivo momento di sintesi".

Dura la posizione dei sindacati. "L’azienda, con l’aggiornamento del piano industriale 2010/2012 prevede 6800 nuovi esuberi.
Si tratterebbe, se prendiamo in esame il quinquennio 2008/2012, di 13.000 esuberi complessivi, corrispondenti al 20% dei lavoratori dell’azienda in Italia. E la cosa più insopportabile è che l’obiettivo è quello di poter giungere ad un aumento del dividendo e alla riduzione del debito di 5 miliardi: nessun cliente in più, nessun piano di rilancio, nessun investimento per innovare", è il commento del segretario della Slc/Cgil Emilio Miceli. "È un piano finanziario e non industriale e colpisce solo la parte più debole dell’azienda. Abbiamo già deciso di convocare per lunedì 26 aprile il coordinamento nazionale unitario dei lavoratori Telecom per valutare le posizioni aziendali e decidere i comportamenti conseguenti".

20 Aprile 2010