Effetto vulcano: chip a rischio, "boom" di videoconferenze

IL CASO ISLANDA

Il blocco dei voli aerei ha fatto aumentare l'accumulo di scorte nei magazzini dei produttori hi-tech che rischiano l'abbattimento dei prezzi. In forte aumento la rischiesta dei servizi di videocomunicazione a distanza

di Patrizia Licata
La chiusura di larghe porzioni dello spazio aereo in Europa a causa delle ceneri riversate nei cieli dall’eruzione del vulcano islandese potrebbe avere conseguenze sulle vendite dei produttori asiatici di chip e cellulari, che effettuano le loro esportazioni verso il nostro continente quasi completamente per via aerea. Se l’interruzione dei voli dovesse prolungarsi, notano gli analisti, i livelli di magazzino in Asia salirebbero più del previsto, facendo scendere i prezzi. “E’ una questione di quanto magazzino le aziende hanno adesso e di quanto durerà questa situazione”, sintetizza Lee Sun-tae, analista della Meritz Securities di Seul.


La maggior parte dei prodotti di elettronica asiatici viene trasportato via mare. Ma i prodotti di dimensione più piccola come i cellulari e i chip viaggiano in aereo. L’Asia è anche il centro della produzione dei chip di memoria e degli schermi a cristalli liquidi che sono inseriti praticamente in ogni articolo di elettronica di consumo, dai personal computer ai telefonini. Molti dei grandi produttori mondiali di cellulari, come Samsung, Nokia e Lg Electronics, hanno impianti di produzione in Asia.



Le nubi di cenere vulcanica provenienti dall’eruzione in Islanda hanno costretto alla chiusura di larghe porzioni dello spazio aereo europeo, anche ai voli commerciali, fin da giovedì scorso. Secondo l’associazione di settore, l’International air transport association (Iata), questa situazione sta costando all’industria aerea globale più di 200 milioni di dollari al giorno in guadagni persi.

Samsung Electronics, il maggior produttore mondiale di memory chip e secondo al mondo per volumi di cellulari distribuiti dopo Nokia, ha dichiarato di poter gestire il magazzino fino a mercoledì.
"Ma se il problema causato dal vulcano durerà più a lungo, ci sarà un impatto diretto sulle nostre esportazioni di chip e cellulari", ha detto il portavoce della società James Chung.
 Lee Seung-woo, analista di Shinyoung Securities, spiega che il business di Samsung potrebbe essere colpito più severamente rispetto a quello delle concorrenti perché l'azienda ha una forte esposizione sul mercato europeo. Le vendite della sud-coreana in Europa hanno rappresentato circa il 28% del totale nell’ultimo anno.

Matt Cleary, analista di Deutsche Securities, nota che la chiusura dello spazio aereo europeo potrebbe bloccare la domanda di microprocessori nel breve termine a causa dei ritardi in alcune consegne, ma, nel lungo periodo, la domanda di chip di memoria resterà robusta.

Hynix Semiconductor, il secondo maggior produttore mondiale di memory chip per revenue dopo Samsung, ha dichiarato che l’export verso i Paesi europei rappresenta circa il 7% delle sue vendite complessive.

"La nostra esposizione in Europa non è grande e non osserviamo ancora un impatto significativo. Inoltre, possiamo dirottare i prodotti verso altre nazioni”, secondo il portavoce di Hynix Park Hyun.

Lg Display, il secondo maggior produttore di Lcd per revenue dopo Samsung, distribuisce alcuni dei suoi pannelli più piccoli via aereo, ma la maggior parte delle consegne viene effettuata per mare. L’azienda non ha voluto commentare su possibili conseguenze sui guadagni.

Altre compagnie stanno adottando tattiche che aggirano il problema, nel tentativo di minimizzarne l’impatto. Nanya Technology di Taiwan, che produce chip di memoria Dram, molto usati nei Pc, ha affermato che le sue consegne non hanno subito conseguenze grazie al suo stabilimento in Olanda, da dove può distribuire i prodotti verso i clienti europei.

Ma se i produttori asiatici di chip e handset si preoccupano, l’eruzione del vulcano islandese porta letteralmente una ventata di nuovo business in altri settori: il VoIp e la videoconferenza. “Abbiamo registrato un aumento delle videochiamate negli ultimi giorni”, rivela Skype. E Cisco, che ha completato ieri l’acquisizione di Tanberg, ha rilevato un netto incremento nell’uso delle sue soluzioni di telepresenza, come dichiarato dal nuovo vice president del Telepresence technology group, Fredrik Halvorsen. "I nostri demo center e le nostre sale video in tutto il mondo sono stati presi d’assalto da clienti di grandi e piccole aziende, ma anche da ministri e uomini politici”.

Addirittura, la crisi determinata dall’eruzione del vulcano islandese ha spinto Cisco a lanciare il programma Fly Free che permette a aziende e governi il cui personale è rimasto a terra di usare gratis le sale di telepresenza della compagnia. "Possiamo dire con una battuta di aver creato il programma Fly Free ‘al volo’, rispondendo alla necessità del momento", continua Halvorsen. Cisco possiede più di 700 sale per la telepresenza con attrezzature sofisticate in 124 Paesi e l’acquisizione della Tandberg aggiungerà nuove strutture al totale.

Anche Hp sorride: le sue sale di teleconferenza Halo in Europa hanno fatto il pieno di utenti nei giorni scorsi. E Aaron McCormack, chief executive di Bt Conferencing, divisione di British telecom e maggior provider al mondo di servizi di conferencing per le aziende, rivela che la domanda di audio e videoconferenze nelle strutture Bt è aumentata del 35% dopo l’eruzione islandese.

Per soddisfare la domanda schizzata alle stelle, Deutsche Telekom sta offrendo ai grandi clienti aziendali la possibilità di usare le sue sale e attrezzature di audio e videoconferenza distribuite in otto sedi in Germania (e realizzate da Cisco Systems) come misura temporanea.

Sono dati che lasciano prevedere un'annata più che positiva per l'industria della videoconferenza: Andrew W. Davis, senior partner della Wainhouse Research, ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita per il 2010 delle vendite di attrezzature per il conferencing dal 10% al 15%: “Sono sicuro al 99% che questo evento imprevisto che sta causando tanti disagi sarà la spinta per un forte balzo in avanti del settore”.

20 Aprile 2010