Vivendi, Bolloré in pressing per l'assemblea Mediaset

LA PARTITA

Il magnate francese punta alla convocazione dei soci per forzare un accordo strategico dopo la salita al 28,8%. Perde quota l'ipotesi Opa

di Andrea Frollà

Chiedere un’assemblea dei soci Mediaset per mettere pressione a Fininvest e sedersi attorno a un tavolo per trovare un accordo. È questa la tentazione di Vivendi che, dopo la salita fino al 28,8% del capitale della compagnia di Cologno Monzese, secondo Milano-Finanza è ora alla ricerca della via migliore per trovare una nuova intesa. Una convocazione dei soci che potrebbe mettere all'ordine del giorno anche una revisione della dovernance. Gli interessi in gioco sono molti, dalla volontà francese di creare una media company del Sud Europa a quella della famiglia Berlusconi di salvaguardare il patrimonio aziendale, fino a quello dei fondi che si stanno riposizionando sul mercato, in attesa di capire cosa succederà, e di Telecom Italia che potrebbe essere coinvolta nella partita.

Nella giornata di ieri il titolo Mediaset ha vissuto una giornata di scambi forti, chiusa in calo dello 0,73% a un prezzo finale di 4,09 euro, vicino ai prezzi obiettivo indicati da diverse banche d’affari tra cui Natixis e Mediobanca. In particolare gli analisti di piazzetta Cuccia continuano a credere che “un gruppo come Mediaset, leader nella tv commerciale in Italia e Spagna, con forti competenze nella produzione di contenuti e un business della pay tv ben consolidato, rappresenterebbe una pietra angolare per qualsiasi società che fosse interessata a costruire una piattaforma media e di contenuti con un forte focus sull'Europa del Sud”.

La presenza in Spagna, dove Vivendi è assente, potrebbe dunque essere una delle mire principali di Vincent Bolloré, mentre grazie a Telecom (che ha contratti avviati con Mediaset e, pur se ultimamente un po' affievoliti, anche con Sky) il forte presidio in Italia c’è già. L’attesa è dunque tutta per le mosse che verranno effettuate da Parigi. Qualche novità è attesa nelle prossime settimane, ossia prima dell’udienza al Tribunale di Milano del 21 marzo, fissata per discutere del dietrofront francese all’accordo siglato con Mediaset ad aprile. Altrettanta attesa per l'istruttoria aperta dall'Agcom, mentre oggi il premier Paolo Gentiloni ha fatto ecco alle parole di ieri del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, che ha sgonfiato l'ipotesi di un intervento diretto del Governo nella disputa: "Non ci sono golden power da esercitare in questo settore - ha dichiarato Gentiloni durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno -. Se mai si potrebbe usare nel campo delle telecomunicazioni ma non si tratta di questo caso”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 29 Dicembre 2016

TAG: vivendi, mediaset, bolloré, media, tlc, fininvest, premium, calenda, agcom

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