Cellulari, rinviata a giugno la grande alleanza Nec-Casio-Hitachi

MERCATO

L'accordo, da cui nascerà il secondo maggior produttore di handset giapponese, è in attesa del via libera dell'antitrust all'estero. Ma secondo gli analisti non è a rischio

di Patrizia Licata
Nuovo rinvio per l'annunciata fusione delle operazioni legate ai device mobili di Nec, Casio Computer e Hitachi, che slitta al primo giugno per attendere il via libera dell’antitrust all'estero (le tre aziende non hanno specificato di quale Paese attendano il disco verde). Ciò non significa comunque, secondo gli analisti, che l’accordo sia a rischio.

"Non ci sono conflitti o disaccordi con le autorità estere”, garantisce il portavoce di Nec. “Siamo semplicemente in attesa di una risposta e il processo di revisione del nostro merger sta richiedendo più tempo di quanto inizialmente preventivato”. Il merger era originariamente previsto per aprile, ma a fine febbraio le tre aziende hanno reso noto che avrebbero rimandato di un mese l’integrazione delle loro attività nei mobile handset perché erano ancora in corso le revisioni delle autorità antritrust di Paesi esteri. Ora la data per il completamento della fusione slitta nuovamente, da maggio a giugno."Il merger sta richiedendo più tempo, ma si completerà, perciò non vediamo il ritardo come una notizia negativa”, commenta Yuichi Ishida, analista di Mizuho investors securities.

La joint venture, che prenderà il nome di Nec Casio mobile communications, diventerà il secondo maggior produttore giapponese di telefonini per volumi distribuiti dopo Sharp Corp. I tre partner vogliono unire le loro risorse per espandersi in Paesi che promettono grandi opportunità come la Cina: è difficile crescere in Giappone, ormai saturo e dove la popolazione si restringe. Il primo mercato ad essere aggredito sarà però quello americano, dove già esiste una joint venture tra Casio e Hitachi che fornisce prodotti a Verizon Wireless. Entro l’anno fiscale che terminerà a marzo 2013, l’alleanza Nec-Casio-Hitachi ha come obiettivo di vendere 12 milioni di handset in tutto il mondo, di cui 7 milioni in Giappone e 5 milioni all’estero.

21 Aprile 2010