Tlc, indennizzi più veloci per i disservizi. Via alla consultazione pubblica

CONSULTAZIONE PUBBLICA AGCOM

Il provvedimento dell'Agcom prevede l'accredito immediato degli importi prelevati per illeggitima sospensione dei servizi. Fra le novità anche misure per l'attivazione di servizi e tariffe non richiesti

di Marino Petrelli
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha indetto una consultazione pubblica riguardante la misura minima degli indennizzi che gli operatori di comunicazioni elettroniche dovranno corrispondere agli utenti che lamentino un disservizio.

E’ quanto rende noto un comunicato dell’Authority che spiega come, oltre all'indicazione dell'importo delle somme stabilite per le varie fattispecie, lo schema di provvedimento contiene anche la proposta di indennizzo automatico, mediante accredito nella successiva fattura, per la sospensione illegittima e la ritardata attivazione dei servizi di base, ad esempio del servizio di telefonia o Adsl.

Tra le novità, inoltre, prosegue la nota, l'introduzione di una misura minima di indennizzo con riferimento ad alcune ipotesi quali l’attivazione di servizi accessori o profili tariffari non richiesti e la perdita del numero.

Sono nove le “voci” che prevedono l’indennizzo. La prima riguarda l’omessa o ritardata attivazione del servizio (7,5 euro per ogni giorno di ritardo), poi c’è la sospensione o cessazione del servizio (10 euro per ogni giorno di sospensione, minimo 100 euro), il malfunzionamento del servizio (5 euro per ogni giorno di interruzione), l’omessa o ritardata portabilità del numero (5 euro per ogni giorno di ritardo), l’attivazione o disattivazione non richiesta della prestazione di carrier selection o carrier pre-selection (2,5 euro per ogni giorno di attivazione o disattivazione), l’attivazione di servizi accessori o profili tariffari non richiesti (1 euro per ogni giorno di attivazione, minimo 50 euro e massimo 300), la perdita della numerazione per causa imputabile all’operatore (100 euro per ogni anno di precedente utilizzo del numero), l’omessa o errata indicazione negli elenchi telefonici pubblici (200 euro per ogni anno di disservizio). L’ultima verifica, infine, la mancata o ritardata risposta ai reclami (2 euro per ogni giorno di ritardo, minimo 20 euro e massimo 400 euro). In caso di utenze affari, inoltre, gli indennizzi in molti casi salgono al doppio o al quadruplo.

La proposta, prima di diventare operativa, verrà sottoposta a consultazione pubblica. Le associazioni dei consumatori, alle quali è stata illustrata la proposta, si sono infatti riservate di far pervenire all’Autorità i loro commenti.

Il dettaglio delle tariffe

21 Aprile 2010