Schloter: "Per Fastweb solo rischi fiscali". Scaglia: "Azienda vittima di raggiro"

L'ASSEMBLEA FASTWEB

Il fondatore, in carcere da 56 giorni, in una lettera fatta recapitare ai soci riuniti in Assemblea ribadisce l'estraneità dell'azienda "vittima di un ben congegnato raggiro". Intanto l'Ad Scholter guarda avanti: "Fatto l'accantonamento da 70 milioni possiamo ora tornare a concentrarci sul mercato". Parisi resta nel Cda

di Mario Sette
"Risultati in linea con i target annuali nonostante la vicenda giudiziaria". Con queste parole il presidente e amministratore delegato ad interim (a seguito dell'autosospensione di Parisi) di Fastweb, Carsten Schloter, ha commentato i dati di bilancio 2009 dell'azienda, approvati oggi dall'Assemblea dei soci.

L'azienda ha archiviato l'anno con una perdita intorno a 34 milioni di euro, dopo accantonamenti per circa 70 milioni legati all'inchiesta giudiziaria per frode fiscale e riciclaggio. "L'accantonamento servirà a coprire i rischi della vicenda giudiziaria e in relazione ai fatti contestati alla società, ad oggi, non sono ipotizzabili rischi diversi da quelli di natura fiscale" ha spiegato il numero uno di Fastweb. "Ma se si pensa al valore della società per gli azionisti, la cosa più importante è la nostra performance commerciale. Ora ci possiamo pienamente focalizzare di nuovo sul mercato".

Secondo Schloter è necessario riportare l'attenzione sugli investimenti nella banda larga, "un dibattito molto più importante e molto più di rilievo dal punto di vista economico rispetto alla vicenda giudiziaria". "Senza regole che stimolino gli investimenti sulla rete di ultima generazione, l'Italia è condannata a rimanere indietro in termini di qualità della rete e delle infrastrutture. In tutta Europa si sta discutendo di questo mentre in Italia la proposta dell'Agcom di aumentare i prezzi dell'unblundling di fatto rappresenta un'incentivo a Telecom Italia a utilizzare la rete di rame fino alla fine del secolo. In questo modo certamente non si stimolano gli investimenti nella rete di nuova generazione".

In carcere da 56 giorni il fondatore di Fastweb Silvio Scaglia, attraverso i propri legali ha fatto recapitare una lettera a Schloter.

"Scaglia desiderava farvi sapere che è molto contento che la società, scongiurato il commissariamento, possa finalmente riprendere la sua normale attività, e questo grazie all'impegno di tutti voi dirigenti e dipendenti che siete stati, a detta sua, un esempio di solidità e di determinazione nel difendere con orgoglio la Vostra azienda", si legge nella lettera. "Scaglia è convinto che lei, in qualità di presidente di Swisscom, farà di tutto per rafforzare le attività strategiche di Fastweb in Italia e non solo, grazie a lei e alla sua visione europea sarà possibile creare una forte convergenza anche a livello di gruppo".

"Scaglia è a Rebibbia oramai da 56 giorni - prosegue la missiva - e segue con attenzione tutte le vicende, si tiene informato ed apprezza che i diversi aspetti della vicenda si stiano chiarendo come anche evidenziato dagli organi di informazione. Non vuole perdere la speranza, anche se questa, indubbiamente, è una prova molto dura e non solo per lui. E' fiducioso che si riuscirà finalmente a chiarire che i vertici della società, Fastweb stessa, come lui, sono stati vittime di un ben congegnato raggiro". "Noi possiamo confermare - concludono gli avvocati - che Scaglia è innocente e che non ha nulla a che vedere con le vicende illecite che gli sono state contestate".

22 Aprile 2010