Vodafone come Telefonica chiede la "Google tax"

BANDA LARGA

La proposta, che sarà sottoposta alla Ue, prevede una tariffa extra ai provider di contenuti online per l'uso delle reti telecom. Francisco Roman: "Il 20% degli utenti Internet responsabile dell'80% del traffico: occorrono tariffe differenziate. Se Google non paga, dovranno farlo i navigatori"

di Patrizia Licata
Una “tassa” su Google e tutti i fornitori di contenuti di Internet che usano le reti delle aziende telecom: questa la proposta di Vodafone, che ha chiesto all’Ue di agevolare un accordo bilaterale tra gli operatori di telecomunicazioni e i gli online content provider. In particolare, Vodafone vuole che gli operatori telecom abbiano la possibilità di far pagare ai fornitori di contenuti su Internet tariffe variabili a seconda della qualità di rete che desiderano.

Secondo quanto si legge sul quotidiano spagnolo Expansion, il presidente di Vodafone Spain Francisco Roman ha spiegato che gli operatori investono grandi quantità di denaro ogni anno nello sviluppo delle reti usate dai loro clienti e questi devono pagare per i servizi in base all’uso che ne fanno. Se Google non vuole versare la sua quota, dovranno farlo gli utenti finali.

Il problema, ha continuato Roman, è che oggi circa il 20% degli navigatori di Internet è responsabile di quasi l’80% del traffico. Mantenere un sistema in cui tutti pagano la stessa tariffa, indipendentemente dal consumo che fanno della rete, finirà col produrre un collasso della rete stessa.

Vodafone sta mettendo a punto gli ultimi dettagli del documento che presenterà nei prossimi giorni a una consultazione pubblica sulla network neutrality avviata dal commissario Ue all’Information society Neelie Kroes. Nel documento Vodafone sosterrà il diritto degli operatori europei di far pagare agli online content provider una tariffa extra. Vodafone fa presente che gli operatori telecom già hanno accordi del genere con i loro utenti finali: per esempio Vodafone ha iniziato a offrire un sistema di mobile broadband che consente una navigazione più veloce a chi paga di più. L’idea del gruppo britannico è di implementare lo stesso sistema di gestione del network, con prezzi variabili per diverse qualità del servizio, verso i colossi di Internet come Google, Yahoo o Microsoft.

Il dibattito sulla cosiddetta “Google tax” è iniziato a febbraio, quando il presidente di Telefonica Cesar Alierta aveva fatto sapere che l'operatore stava pensando di far pagare l’accesso e l’uso dei suoi network ai motori di ricerca di Internet. Questi, aveva spiegato Alierta, "usano le reti di Telefonica senza pagare niente, comodo per loro e molto dannoso per noi. La situazione deve cambiare: è Telefonica che realizza le reti, fornisce i sistemi, si occupa del customer care, dell’installazione e di tutto il resto”.

22 Aprile 2010