Bernabè: "Senza di noi banda larga al rilento"

L'ASSEMBLEA TELECOM

No allo scorporo della rete "che priverebbe Telecom della sua ragion d'essere", ha detto oggi l'Ad Bernabè in occasione dell'Assemblea. Sulle Ngn "disposti a investire e a collaborare con gli Olo"

di Enzo Lima
No alla separazione di rete, obiettivo sulla fibra “dove serve”, riduzione del debito per puntare all'espansione. Sono i temi su cui si concentra l’amministratore di Telecom Italia, Franco Bernabè, all’assemblea degli azionisti. Oltre a ricordare che con Open Access e gli impegni presi la società ha risposto a tutte le esigenze di parità di accesso, Bernabè ribadisce che “una Telecom senza rete sarebbe privata della sua stessa ragione d'essere”. Ad oggi non esistono motivi per perseguire la separazione della rete, ha detto: “La rete è lo strumento che ci permette di esprimere tutto il nostro potenziale” aggiungendo che privata della rete Telecom sarebbe esposta a un futuro molto incerto.

Sul fronte degli investimenti per le Ngn, secondo l’ad, “rame e fibra sono destinati a convivere ancora per lungo tempo”. “Il nostro obiettivo - ha ripetuto - è posare fibra dove serve” e annuncia la collaborazione con Agcom “per individuare un'area geografica dove sostituire integralmente” il rame con la fibra e ricorda “la disponibilità a collaborare con altri soggetti” per altri investimenti. L'Ad ha inoltre aggiunto che "la banda larga in Italia è destinata ad andare a rilento senza il supporto attivo di Telecom Italia. Riteniamo che la banda larga vada fatta bene - ha spiegato - nel modo giusto e con il giusto ritorno per gli azionisti".


La decisa riduzione del livello di indebitamento netto previsto nel piano industriale 2010-2012 apre la strada a ''un percorso virtuoso e di espansione'' per l'azienda, dice Bernabè. I risultati raggiunti dall’azienda nel 2009 permettono di affrontare il prossimo triennio “pronti a combattere e ad allungare il passo”. “Due anni fa abbiamo preso una rotta che punta su industria, mercato e valore - dice l’ad - e non abbiamo mai deviato, nonostante i tentativi di qualcuno di farci cambiare, e proseguiremo così nel prossimo triennio. Non intendiamo tradire la fiducia dei nostri azionisti” ha concluso il manager.

Si sofferma sui risultati “messi in ombra” dalle vicende giudiziarie il presidente Gabriele Galateri di Genola. Ma oggi “la governance è oggi ancora più robusta ed efficace con una rinnovata cultura di legalità”. Accendendo i riflettori sull'andamento del titolo in borsa Galateri spiega che “dalla crisi iniziata nell'autunno 2008, le caratteristiche difensive del titolo ci hanno permesso di fare meglio del mercato”. “Il mercato azionario anticipa i trend economici - dice il presidente Telecom -. Dobbiamo fare uno sforzo per aggiornare il mercato sui driver del piano 2010-2012” ricordando che che il 45% degli analisti dà “buy” sul titolo. Nel complesso l’azienda ha lavorato a un sistema che consenta di prevenire ogni crisi e ha rinnovato la propria cultura, la propria responsabilità: “Non e' dimostrata solo la validita' di controllo interno - sottolinea Galateri - in tutto il management c'è la determinazione assoluta per raggiungere standard di un comportamento volto alla credibilità, equità e trasparenza”.

Da parte sua l'Asati, l'associazione che rappresenta i piccoli azionisti Telecom, propone un'azione di responsabilità nei confronti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale del periodo 2003-2006.

Intanto nel giorno dell’assemblea esce sul Corriere della Sera la lettera aperta di 2.200 dipendenti dell’azienda Tlc della Funzione Ti Operations a Bernabè per manifestare i timori sul collocamento in Shared Service Center (Ssc). In un annuncio a pagamento pubblicato sul Corriere della Sera, i dipendenti manifestano le loro preoccupazioni dopo la decisione annunciata lo scorso 4 marzo di “cedere il ramo d'azienda Funzione It Operations a Shared Service Center (Ssc)”.

Gli ingegneri puntano il dito sul mandato assegnato a Ssc di “avviare tutte le iniziative di razionalizzazione dei propri costi industriali, compreso l'efficientamento dell'organico in forza, al fine di conseguire i livelli di competitività necessari”.
“Annichilire professionalità - scrivono i dipendenti - esperienze vissute su progetti importanti e relazioni umane cresciute nella condivisione di obiettivi aziendali comuni suscita in noi un sentimento di rigetto, reso ancora più amaro dalla consapevolezza di non essere la causa delle difficoltà aziendali”.

Ieri, inoltre, Cgil, Cisl e Uil hanno aperto la procedura per lo sciopero e ora cercheranno in una serie di incontri di arrivare a una conciliazione. "Sarà una vertenza lunga e difficile sia per noi che per l'azienda", ha annunciato Alessandro Genovesi, segretario nazionale della Slc-Cgil oggi in piazza insieme ad una delegazione di dipendenti.

29 Aprile 2010