Assocontact lancia l'sos: "Giù l'Irap o caos call center"

LA CRISI

Il 18 maggio l'associazione presieduta da Sergio Abramo sottoporrà al ministero dello Sviluppo economico una proposta per tagliare la pressione fiscale sul costo del lavoro. "Necessario intervenire prima che la situazione precipiti". Oggi in piazza i lavoratori di Teleperformance: l'azienda pronta a tagliare mille posti di lavoro

di Mario Sette
Scioperano oggi i lavoratori di Teleperformance a seguito dell'annuncio, da parte delll'azienda, di mille licenziamenti fra le sedi di Taranto e Roma a causa della crisi. Ma Teleperformance non è l'unica azienda del comparto call center ad essere in difficoltà. I casi Phonemedia e Omnia Network “sono solo l’inizio”, ha annunciato la Slc Cgil, “e se non ci saranno interventi, sono circa 20.000 i posti di lavoro a rischio nei call center, specialmente al Sud e nelle aree depresse”.
Per Agile (ex Eutelia) si fa strada il commissariamento dopo che il tribunale fallimentare di Roma ha respinto la proposta di concordato preventivo presentata dal gruppo Omega.

Abbattere la fiscalità sul costo della manodopera in generale e fissare un tetto massimo all’applicazione dell’Irap per il settore dei contact center. Questa la proposta di Assocontact, l’Associazione Nazionale dei Contact Center in Outsourcing, presenterà nero su bianco al ministero dello Sviluppo Economico il prossimo 18 maggio. “Chiederemo al governo di intervenire prima che la situazione precipiti definitivamente”, dice al Corriere delle Comunicazioni il neo presidente dell’Associazione Sergio Abramo che ha ereditato il timone da Umberto Costamagna.

Presidente, come stanno esattamente le cose?
La situazione è critica. La circolare dell’ex Ministro del Lavoro Cesare Damiano del 2006, che aveva l’obiettivo di regolarizzare i contratti a progetto attraverso l’assunzione obbligatoria con contratti di subordinazione degli addetti impegnati sulle attività inbound, ha purtroppo sortito un effetto boomerang. Le aziende hanno assunto, in totale oltre 25mila lavoratori, anche grazie agli incentivi messi in campo dal governo. Ma gli incentivi sono in scadenza ed i costi del lavoro nel frattempo sono lievitati del 37% a cui si è aggiunto un ulteriore 7% a fronte del rinnovo del contratto delle telecomunicazioni: vale a dire che il costo del lavoro, di fatto, per le aziende del comparto è aumentato di circa il 44%.

Però contenporaneamente sono aumentate le tariffe applicate ai clienti
Inizialmente si, anche se non è stato possibile riversare tutti i costi sul mercato: le tariffe applicate ai clienti, nella prima fase della stabilizzazione, sono aumentate di circa il 17%, ma è troppo poco per sostenere il business alle attuali condizioni. Oggi la tariffa applicata oscilla tra i 16 ed i 20 euro, ma per rimettere in sesto la situazione bisognerebbe arrivare almeno a 24 euro l’ora e poi bisognerebbe incidere anche sull’Irap.

La riduzione dell’Irap è sufficiente?
No, bisogna intervenire su più fronti: fiscalità in generale, flessibilità nei contratti di lavoro, in quanto con i dipendenti si è avuta una maggiore rigidità che non permette di dare risposte efficaci ai clienti per far fronte alla gestione dei picchi sui volumi tipici di questo settore. Ed infine c’è bisogno di regole sul mercato che garantiscano la sana concorrenza al fine di evitare il continuo dumping sui prezzi da parte di quelle aziende che utilizzano i contributi.

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30 Aprile 2010