Qualità della rete in rame, guerra Fastweb-Telecom

INVESTIMENTI

L'attacco di Schloter: "Fino al 40% di Ko sulle linee richieste anche a causa della scarsa qualità del rame. Ma Telecom non investe".  La replica di TI: "Nel triennio 2010-2012 investiremo nel mercato domestico 9,2 mld di euro, di cui circa 7 mld in infrastrutture di rete e IT"

di Enzo Lima
Unbundling e qualità della rete, sale la polemica. Parte da Fastweb parte un affondo nei confronti di Telecom Italia: "Per quanto riguarda l'unbundling local loop - dichiara il Ceo ad interim, Carsten Schloter in una conference call di commenti ai dati presentati ieri - il canone in Italia diventa sempre piu' costoso rispetto al contesto europeo e in totale controtendenza".

Secondo il manager "la qualita' della rete in rame di Telecom Italia continua a deteriorarsi e Telecom non investe". Fastweb riceve da Telecom "fino al 40% di Ko sulle linee richieste, cioè di clienti che non riesce ad attivare anche a causa della scarsa qualità del rame".

Secondo Schloter "i problemi della rete sono destinati a peggiorare ulteriormente per via della mancanza di investimenti". L'unico obiettivo di Telecom Italia, secondo il manager, sembra la marginalità a breve termine e trattenere i soldi in azienda. "Il rischio di questo processo è che in Italia si avrà una delle reti in rame piu' inefficienti, ma più costose - ha concluso - questo comporterà un effetto devastante sulla concorrenza e, di conseguenza, sul consumatore".

A poche ore di distanza la replica, affidata a una nota secondo la quale "nel triennio 2010-2012 Telecom Italia investirà nel mercato domestico 9,2 miliardi di euro, di cui circa 7 miliardi di euro in infrastrutture di rete ed Information Technology", mentre nel 2009 gli investimenti di Telecom Italia nel mercato domestico sono stati pari al 16,3% del fatturato, impegno significativamente superiore a quanto posto in essere dalla stessa Swisscom in Svizzera e pari, nello stesso periodo, al 14,4%".

Sul canone unbundling in Italia TI precisa che in Italia "è ampiamente sotto la media europea che è di 10,2 euro/mese per quei paesi che hanno adottato la nuova metodologia di valutazione basata su costi incrementali come richiesto dall’Unione Europea, tra cui Francia, Germania e Regno Unito".

Sulla percentuale di KO nei confronti di richieste Fastweb per l’attivazione di linee in unbundling legate all’indisponibilità della rete di Telecom Italia "è del 5,5% (media periodo gennaio 2009 marzo 2010) ed è relativa esclusivamente agli ordini di Fastweb sulle cosiddette “linee non attive” ovvero su clienti cui bisogna costruire ex novo una linea. Tale valore considera anche i KO relativi ad ordini trasmessi più volte sullo stesso cliente - sottolinea Telecom -. La percentuale di KO relativa all’unbundling su linea esistente è praticamente nulla, i dati relativi ai KO di rete vengono forniti periodicamente ad Agcom, e sono nella disponibilità dei comitati e organismi preposti al controllo".

Infine la società guidata da Bernabè ricorda una sentenza del Tar del Lazio (avversa a Fastweb) sul ruolo degli Olo nello sviluppo della rete. "Infondato, in punto di fatto – si legge nella decisione del Tar – è l’assunto secondo cui la rete non necessita di nuovi investimenti. Non solo questi sono sempre necessari per adeguarsi alle nuove tecnologie, ma degli stessi investimenti, e dunque dei miglioramenti della funzionalità delle reti, beneficiano anche gli Olo, che di quelle reti si servono. Detta conclusione spiega la ragione per cui il costo affrontato da Telecom per migliorare le infrastrutture deve poi essere, in proporzione, ripartito con gli altri operatori utenti intermedi delle stesse”.

30 Aprile 2010