Romani: l'Italia non è la Cenerentola della banda larga

RETI

Il viceministro alle Comunicazioni: "In linea con gli altri Paesi: il 45% di famiglie ha un collegamento a Internet veloce”. Ma intanto la Ue ammonisce: nessuna azienda europea nella top ten delle Ict mondiali, senza sviluppo delle Ngn a rischio esclusione digitale

L'Italia “non è la Cenerentola d'Europa per la banda larga ma è assolutamente in linea con gli altri: il 45% delle famiglie hanno un collegamento in banda larga” a cui si aggiungono gli “oltre 15 milioni di smartphone” anche questi usati per navigare. Il vice ministro allo sviluppo economico, Paolo Romani, fa il punto sullo stato digitale in Italia in occasione della conferenza nazionale di Dgtvi. “I collegamenti a banda larga nel 2009 sono cresciuti del 9,2%, ora sono 12,4 milioni le linee fisse. Le chiavette sono 4,7 milioni, 3,3 milioni quelle per le famiglie e 1,4 milioni quelle per le imprese” ha dettagliato Romani.

Ma intanto la Commissione Ue lancia il suo monito: nemmeno un'azienda europea è nella top ten di quelle di maggior successo (ai primi posti Google, Amazon, eBay e Facebook) e arranca anche sulla penetrazione della fibra ottica.

La Commissione Ue, il 12 maggio, approverà il piano per rilanciare lo sviluppo della rete, sia nei contenuti che nelle infrastrutture, per dare a tutti gli europei internet veloce (sopra i 30 Mbps) entro il 2020 e sbloccare un potenziale di un milione di posti di lavoro.

Il settore dell'Ict è responsabile del 4,8% del Pil europeo - circa 660 miliardi di euro all'anno - e contribuisce per il 30% alla crescita della produttività, aiutando le industrie a innovarsi grazie alle nuove tecnologie. Ma sono ancora parecchi gli ostacoli che impediscono all'Europa di mettersi in riga con lo sviluppo tecnologico del resto del mondo: al momento è ultima tra i principali Paesi del G20 con meno dell'1% di penetrazione della fibra ottica (in Usa e' al 2%, in Giappone al 12% e in Corea al 14%).

Per questo Bruxelles chiederà agli Stati membri di spingere sulle reti di nuova generazione - abbassando i costi amministrativi - con l'obiettivo di dare a tutti la banda larga entro il 2013 ed entro il 2020 internet sopra i 30 Mega. Mentre sopra i 100 Mbps ad almeno il 50% degli europei.

Un ruolo chiave sarà giocato dalle tecnologie mobili che, spiega la Commissione, grazie a politiche di liberazione dello spettro reso disponibile dal dividendo digitale, aiuteranno a garantire la copertura nelle aree dove lo sviluppo delle infrastrutture è
piu' difficile.

Anche per quanto riguarda i contenuti, l'Europa deve ancora abbattere qualche muro per costruire un mercato unico e poter fornire la stessa offerta a tutti i cittadini. La musica online è ostaggio di un complesso sistema di licenze che cambia da Paese a Paese. E rende difficile per distributori come iTunes e Amazon offrire la stessa scelta in tutti i 27.

Si tratta di un problema che esiste per la diffusione online di tutti i contenuti dell'industria creativa protetti da copyright, un sistema che con l'arrivo dell'iPad farà sentire ancor di piu' i suoi limiti, costringendo la Apple a negoziare la diffusione di contenuti in ogni singolo Paese europeo e quindi impedendo ai cittadini Ue di avere accesso agli stessi contenuti. Per questo, spiega Bruxelles, occorre affrontare il problema dei diritti d'autore, pensando ad un sistema europeo di licenze che semplifichi le regole e salvaguardi allo stesso tempo gli interessi dei proprietari dei contenuti. E la Commissione proporrà una direttiva sulla gestione collettiva dei diritti già l'anno prossimo.

04 Maggio 2010