La Fcc spinge sulla net neutrality: regalo a Google contro le telco

STRETTA NORMATIVA

L'authority americana classifica i fornitori di banda larga come "servizi di telecomunicazione", garantendosi maggiori poteri di regolamentare il settore

di Patrizia Licata
L’amministrazione Obama porta un gradito regalo a Google e ai fornitori di contenuti su web: sono in arrivo regole più severe per le telecom e le aziende del cavo sulla gestione delle loro reti Internet ultra-veloci. Secondo quanto riporta il Financial Times, la Federal communications commission sta vagliando la possibilità di inasprire il quadro normativo entro cui ricadono i provider dei servizi di banda larga come Comcast e At&t.

Si tratta di un primo passo verso l’implementazione, particolarmente cara al presidente della Fcc Julius Genachowski, di regole a favore della net neutrality che impedirebbero ai provider di favorire alcuni contenuti e discriminarne altri sulle loro reti. Inutile dire che, mentre le telecom sono fortemente contrarie, Google, Amazon e altre aziende del web sono nettamente a favore.

Il dibattito sulla neutralità della rete e sul potere della Fcc di regolare il mercato della banda larga è particolarmente infuocato. Lo scorso mese una corte d’appello americana aveva decretato che il regolatore non ha l’autorità per imporre regole alle aziende del broadband. Ora, però, la Fcc cercherà, tramite una votazione interna, di cambiare la classificazione dei fornitori di servizi di banda larga facendoli ricadere nel cosiddetto "Title II", ovvero considerandoli a tutti gli effetti "servizi di telecomunicazione”.

Questo non vuol dire che la Fcc “varcherà i confini della ragionevolezza, su un mercato che è basato comunque sulla libera concorrenza”, si è affrettata a chiarire l’authority. In termini legali, infatti, la classificazione Title II, le darebbe molti più poteri regolatori, ma la Fcc rinuncerà in gran parte a questi privilegi. Se dunque da un lato cercherà di introdurre normative per quanto riguarda la net neutrality, non si occuperà di regolamentare il mercato in merito a tariffe, unbundling e altre questioni su cui la classificazione Title II le permette di fornire indicazioni.

Un approccio “morbido” che tuttavia non consola le aziende del cavo e delle teelcomunicazioni americane: "Potete anche chiamarlo gelato con la panna: è sempre Title II", commentano le telecom. Sorride la Open Internet Coalition, che rappresenta aziende come Google: “Con questa decisione la Fcc difende i diritti dei consumatori e l’innovazione. Era una scelta dovuta dopo che la Fcc ha perso l’appello in tribunale contro la Comcast lo scorso mese”.

06 Maggio 2010