Ngn, lo spariglio degli Olo. E Romani dice sì al piano

ULTRABROADBAND

Vodafone, Wind e Fastweb: "Non ha senso la rete senza Telecom". Appello al governo e all'Agcom per dare il via a un tavolo comune per la società delle reti. Il vice ministro Romani: "Favorevole all'ipotesi". Intanto si parte con un pilot a Roma: 7mila abitazioni in ultrabroadband entro luglio

di Mila Fiordalisi
Cablare con una rete ottica in fiber-to-the-home in tecnologia p2p le principali 15 città italiane in cinque anni con un investimento di 2,5 miliardi di euro. Per poi valutare l'ipotesi di estendere il network alle città con oltre 20mila abitanti per raggiungere con la banda ultralarga il 50% della popolazione a fronte di un investimento complessivo di 8,5 miliardi di euro.

E' stato fatto oggi a Milano da Vodafone, Fastweb e Wind l'annuncio ufficiale sul progetto di rete Ngn che come anticipato nei giorni scorsi dal Corriere delle Comunicazioni prevede l'avvio del cantiere a partire della Capitale attraverso un progetto pilota nell'area della collina Fleming che mira a collegare a banda larghissima 7mila abitazioni già entro il prossimo luglio (portando i collegamenti in fibra dalla centrale agli edifici).

I tre operatori chiedono al Governo di avviare il processo per la creazione di una società della fibra ottica chiamando al tavolo tutti gli operatori di Tlc. Appello accolto subito positivamente dal vice ministro Paolo Romani che ha oltre a dirsi "favorevole all'ipotesi" ha annunciato che "il Governo risponderà positivamente alla richiesta dei tre operatori tlc". "Intendiamo approfondire il progetto di rete in fibra presentato oggi. Un progetto innovativo, coerente ed in linea con quanto fatto e progettato nel piano nazionale per la banda larga, ma soprattutto un progetto aperto a tutti: è fondamentale infatti il coinvolgimento di Telecom Italia".

A dare un giudizio positivo anche Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti e Tlc della Camera. “Si tratta di un passo importante per consentire a PA, famiglie e imprese l'erogazione e l'accesso ai contenuti e ai servizi digitali della Rete che oggi non può che essere concepita come servizio universale tecnologicamente neutrale''.

Secondo Valducci l'iniziativa lanciata e il prossimo tavolo di lavoro con il governo e Agcom ''vanno nella direzione della razionalizzazione tecnologica e organizzativa nel passaggio dal rame alla fibra e costituiscono una buona premessa per attrarre gli investitori”.

Il presidente auspica che ''anche Telecom Italia prenda parte, insieme agli altri soggetti, al progetto per la creazione dell'infrastruttura piu' importante per la qualità della vita e la crescita del benessere degli Italiani''.

E sull'importanza del coinvolgimento di Telecom concordano gli stessi operatori alternativi: "Non ha senso fare questo progetto senza Telecom così come non ha senso per Telecom fare un progetto senza di noi", ha sottolineato il numero uno di Wind Luigi Gubitosi aggiungendo che "entrare nel progetto sarebbe un vantaggio anche per Telecom considerato che la fibra ottica è una questione di politica economica del Paese".

Gli ha fatto eco Paolo Bertoluzzo, Ad di Vodafone Italia: "Riconosco il ruolo importantissimo che Telecom deve avere in questo progetto. L'importante è che questo progetto non venga dominato da nessuno". Bertoluzzo ha evidenziato i risparmi derivanti dall'uso della fibra che "ha costi per linea divisi su dieci anni inferiori a quelli necessari per mantenere la vecchia rete basata sul doppino di rame". L'aspetto più importante, ha aggiunto, è che tutti i clienti migrino sulla nuova rete. In questo modo si hanno costi più bassi, ricavi prospettici più prevedibili e quindi una infrastruttura "più facilmente finanziabile".

''L'Italia deve fare la scelta di investire sulla rete di nuova generazione ora - ha puntualizzato l'Ad ad interim di Fastweb, Carsten Schloter -. Se si aspetta, sorgerà un problema e l'Italia sarà irrimediabilmente arretrata rispetto a paesi come Germania, Francia, Stati Uniti, Scandinavia e Svizzera, dove esiste già un progetto di rete di nuova generazione e si sta già investendo''.

Il numero uno di Telecom Italia Franco Bernabè in un'intervista rilasciata al quotidiano ha dato la piena disponibilità dell'azienda “a trovare soluzioni comuni, purché non impediscano la concorrenza”. Telecom Italia è pronta, in coordinamento con l’Authority, a studiare lo switch off della rete in rame a Milano in vista dell’Expo 2015. Cominciamo a eliminare a Milano la vecchia rete in rame sostituendola con la fibra. Noi siamo disponibili a fare tutto ciò che è necessario. Serve l’accordo di tutti, costruire il quadro regolatorio, definire ogni tipologia di infrastruttura, ma se il progetto funziona potremo ripeterlo altrove".

Il modello proposto dai tre Olo è dunque quello di un "open" network, un progetto "aperto a tutti i soggetti pubblici e privati che vogliano farne parte e l'investimento sarà funzione di tale partecipazione". Le tre aziende auspicano la discesa in campo della Cassa depositi e prestiti. "La struttura è strategica", ha detto Bertoluzzo aggiungendo che "sono invitate a partecipare anche banche, aziende e istituzioni locali" e puntualizzando che "nessuno chiede di sussidiare né chiediamo soldi pubblici a fondo perduto". Una delle ipotesi per finanziare il progetto da 2,5 miliardi prevede 2/3 di indebitamento finanziario e 1/3 di equity, circa 800 milioni, ripartiti nella misura di un terzo ciascuno a carico di Cdp, Telecom e Olo.

Secondo Paolo Gentiloni, rensponsabile comunicazioni del Partito Democratico considera il progetto "economicamente sostenibile. Può garantire un ragionevole ritorno degli investimenti. Anche degli eventuali investimenti pubblici della Cassa Depositi e prestiti e delle utilities locali". Ma il futuro del progetto "dipende anche dalla partecipazione di Telecom Italia. Mi auguro che le disponibilità dimostrate da Telecom per progetti simili a dimensione locale, e confermate anche oggi da Franco Bernabè, siano il punto di partenza per un piano comune su scala nazionale". Il Pd da parte sua - ha annunciato Gentiloni - proporrà ai gruppi della maggioranza "un'iniziativa parlamentare che impegni il Governo a intervenire per rendere possibile questo grande progetto che è prioritario per l'innovazione del Paese".

07 Maggio 2010