Londra, l'impasse politico frena sull'Lte: "Gare solo nel 2013"

L'ANALISI

Il tema assegnazione frequenze 4G e aggiornamento delle reti non è in cima all'agenda del nuovo governo. Ovum: "La Gran Bretagna rischia di diventare meno competitiva"

di Patrizia Licata
In Gran Bretagna il lancio dei nuovi servizi di telecomunicazione basati sulle reti Lte dovrà attendere probabilmente ancora tre anni, secondo l’analista di Ovum Matthew Howlett. E la ragione è più politica che tecnologica: lo strumento legislativo che il Parlamento deve passare all’Ofcom per permettere al regolatore di realizzare le gare per l'assegnazione dello spettro degli 800MHz e dei 2.6 GHz, essenziale per l’implementazione del 4G, è stato congelato a causa delle elezioni politiche. E non sembra una priorità nell’agenda del nuovo governo.

La strumento legislativo in questione potrebbe richiedere dai 12 ai 18 mesi per essere trasmesso all'Ofcom, ma secondo Howlett non c’è certezza sui tempi. "Il nostro punto di vista è che occorrerà almeno un anno per riprendere in mano questa normativa e discuterla in Parlamento", afferma Howlett. "Solo dopo si potrà pensare a organizzare le gare per lo spettro. Non ce la faremo mai a tenere l’asta per il 2011, come precedentemente previsto, noi pensiamo che si arriverà al 2013”.

Ma se le aste non otterranno la priorità che meritano, l’analista di Ovum sostiene che è a rischio il posizionamento competitivo della Gran Bretagna. "Altrove in Europa il processo sta andando avanti più speditamente”, sottolinea Howlett. "Noi abbiamo problemi più gravi, come il deficit di bilancio, e rischiamo di lasciare indietro la realizzazione del 4G, che pure è cruciale”.

Ci sono altre questioni che potrebbero far tardare le gare, come il refarming dello spettro (l’assegnazione delle fequenze del 2G a servizi 3G), o le dispute tra operatori sulle assegnazioni delle porzioni di spettro. “E’ una situazione confusa che andrebbe affrontata subito”, sostiene Howlett, anche con l’istituzione di un arbitro indipendente. "Il traffico dati sta esplodendo: abbiamo bisogno di aggiornare le reti”, conclude l’analista.

11 Maggio 2010