Banda larga negli Usa, la terza via di Genachowski

FCC

La Fcc opta per una soluzione-compromesso sulle regole di accesso all'Internet super-veloce. Le telco verranno equiparate alle utilities e nessun obbligo di condivisione della rete con i concorrenti. La proposta al vaglio dei repubblicani

di Patrizia Licata
Un compromesso per salvare l’ambizioso piano nazionale americano per la banda larga senza incorrere negli ostacoli legali che potrebbero frenarlo. Il presidente della Federal communications commission Julius Genachowski ha fatto sapere che l’agenzia federale ha ideato un sistema per regolare l’accesso a Internet ultra-veloce che potrebbe accontentare tutti gli attori coinvolti: applicherà solo un set limitato di norme ai fornitori della banda larga. In questo modo la Fcc avrà l’autorità necessaria per regolare i provider ma non interverrà con “mano pesante”.

Da alcuni mesi l’agenzia federale Usa delle comunicazioni cerca di sviluppare un nuovo quadro regolatorio e dotarsi dei poteri necessari per mettere in atto il vasto piano nazionale che dovrà diffondere negli Stati Uniti le connessioni a Internet ultra-veloce, raggiungendo anche le aree rurali, e renderle meno costose per i consumatori. Genachowski spinge anche sul tasto della "net neutrality" cercando di far approvare regole che proibiscano alle aziende telefoniche e del cavo di discriminare alcuni contenuti Internet rispetto ad altri – un’iniziativa che vede pienamente d’accordo i big della rete come Google e Skype che temono che i fornitori del broadband finiscano con lo “smistare” il traffico web, bloccando telefonate, video streaming e altri servizi in concorrenza col loro core businesses.



Genachowski è convinto che il nuovo quadro normativo sia necessario per consentire alla Fcc di andare avanti con i suoi piani e “sostenere politiche che aumentino la nostra competitività e preservino Internet come potente piattaforma per l’innovazione”. Il progetto di Genachowski è di ridefinire il broadband come servizio di telecomunicazione soggetto agli obblighi di qualunque carrier di trattare allo stesso modo tutto il traffico (regole che si applicano anche ad altri servizi pubblici, come le strade, le reti elettriche o le linee telefoniche). Al tempo stesso il presidente della Fcc assicura che eviterà di imporre obblighi più pesanti, come quello di condividere le reti con i concorrenti.

In questo delicato balletto che cerca di far felici tutti, la Fcc sottolinea che la sua intenzione è regolare solo le connessioni Internet, non i servizi online che passano attraverso di esse. Ma le proposte di Genachowski dovranno essere non solo votate dai cinque commissari, bensì passare attraverso la ferma opposizione repubblicana al Congresso, che difende gli interessi delle grandi aziende telecom e del cavo. E il balletto potrebbe trasformarsi in battaglia se queste ultime (da At&t a Comcast) decideranno di opporsi alle decisioni della Fcc in tribunale.

Intanto, i regolatori federali non si fermano, e pensano anche a nuove regole che imporrebbero alle aziende della telefonia mobile di avvisare i consumatori se entrano in roaming o se superano i limiti dell’utilizzo dati previsto dal loro piano tariffario. Lo scopo di queste regole, spiega la Fcc, è evitare “bollette-shock” agli utenti: l’ente federale riferisce di aver ricevuto centinaia di reclami da tutto il Paese che coinvolgono i maggiori carrier wireless. In questo, la Fcc segue la strada segnata dall’Unione europea, che esige dagli operatori mobili di inviare un messaggio ai clienti quando effettuano chiamate in roaming o si avvicinano al limite dell’uso dati.

L’iniziativa è guidata dalla Consumer task force della Fcc, impegnata nella messa a punto di più forti misure di protezione per i consumatori nell’ambito dell’industria telecom. Separatamente, la Fcc sta anche conducendo un’analisi per capire se i fornitori della banda larga offrono connessioni Internet con una velocità reale corrispondente a quella pubblicizzata, anche qui in linea con indagini che sono state svolte in Europa per fare chiarezza sul servizio effettivamente offerto agli utenti.

Jeffrey Nelson, portavoce di Verizon Wireless, sottolinea che l’azienda già fornisce ai suoi clienti la possibilità di controllare l’utilizzo mensile del cellulare e permette di modificare retroattivamente il piano tariffario per far fronte a bollette più salate del previsto. Perciò Verizon non vede perché il governo abbia bisogno di imporre ai carrier mobili degli obblighi di legge su pratiche che sono già comuni. Ma i consumatori sono d’accordo con la Fcc: per la Consumers Union, "Questa iniziativa è un utile primo passo lungo quello che speriamo sia un lungo percorso per fornire ai clienti mobili maggiori protezioni”.

12 Maggio 2010