Cabine telefoniche in cerca di una seconda vita

LA SVOLTA

Scatta il via libera al piano di dismissione. Ma Agcom apre al parere dei cittadini. A Parigi trasformate in punti multimediali e Madrid le usa per ricaricare le auto elettriche. E in Italia?

di Antonello Salerno
Spariranno, a meno che qualcuno non abbia una buona idea per “reinventarle”. Parliamo delle cabine telefoniche, che nell’era di Internet e dei cellulari hanno sempre meno clienti e spesso versano in condizioni di degrado. Hanno rappresentato per anni un simbolo dell’arredo urbano, ma, senza più persone che preferiscano monete o carte prepagate al telefono mobile, stanno percorrendo un viale del tramonto che le porterà a sparire al ritmo di 30mila l’anno.

Negli Stati Uniti e in molti paesi europei questa strada è già stata imboccata da tempo, tanto che, ad esempio, la Louisiana ha acquistato le cabine dismesse da altri Stati per farne pezzi di ricambio.

A Parigi Orange sta sperimentando nelle aree più esclusive e frequentate della città (Torre Eiffel, Montmartre, Champs-Élysées, Marais, La Villette, Place d’Italie, Saint-Michel, Saint-Germain, Haussmann, Montparnasse, Bercy) una versione supertecnologica del telefono pubblico, in grado di offrire servizi di ultima generazione. Per sei mesi i passanti potranno disporre di touchscreen, connessione a internet (gratuita per i primi 10 minuti) e possibilità di consultare online elenchi telefonici, ricevere informazioni di ristoranti o dei cinema più vicini, consultare le previsioni del tempo e gli orari dei mezzi pubblici. A Oslo alcune cabine sono state riciclate in edicole che conservano l’intestazione della compagnia telefonica come icona “vintage”.

In Italia il numero dei telefoni pubblici era già stato drasticamente ridotto negli ultimi anni (oggi ce ne sono 130mila a fronte dei 300mila del 2000), e solo da pochi giorni l’Autorità garante per le comunicazioni ha dato il via libera a Telecom Italia per procedere con le altre dismissioni, tenendo fuori dal provvedimento gli apparecchi situati nelle caserme, nelle scuole e negli ospedali. Secondo i dati forniti da Telecom l’uso delle cabine si è ridotto dal 2001 del 90%: il dato più eloquente è che dall’80% dei telefoni pubblici lo scorso anno sono state effettuate meno di tre chiamate al giorno.

L’Italia abbandonerà presto il primo posto nella classifica del numero di telefoni pubblici per abitante (un apparecchio ogni 450 persone), a fronte di una media europea che vede una cabina per 1.100 abitanti. Prima di “far sparire” i telefoni pubblici, secondo il regolamento Agcom, Telecom sarà chiamata a darne notizia ai residenti con un congruo anticipo, mentre cittadini e enti locali potranno opporsi alla decisione segnalando il loro punto di vista con una mail all’indirizzo cabinatelefonica@agcom.it.

Ma tra il telefono abbandonato e la sua scomparsa ci potrebbero essere altre soluzioni, che nel resto d’Europa sono già in via di sperimentazione: a Madrid, ad esempio, alcuni dei vecchi gabbiotti con il telefono diventeranno postazioni per la ricarica delle auto elettriche: basterà munirsi di una scheda prepagata e parcheggiare nell’area indicata, e si potrà, invece che telefonare, fare il pieno di energia pulita. Già qualche anno fa a New York ci si era posti il problema, e Verizon aveva lanciato una campagna di trasformazione delle cabine pubbliche dimesse in hotspot per il proprio servizio di accesso gratuito wi-fi a Internet.

Un’idea che da questa parte dell’oceano potrebbe probabilmente essere mutuata senza grandi difficoltà, e anche ben sfruttata a scopi pubblicitari o commerciali.

17 Maggio 2010