Ancora perdite per 3 Italia. Novari al bivio, tagli in vista

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Scendono i ricavi nel 2009. La base clienti è piatta e il passivo è a quota 400 milioni. I sindacati temono nuove riduzioni di personale

di Patrizia Licata
E’ l’unico tra gli operatori alternativi a non aver mai riportato utili. Il poco invidiabile primato di 3 Italia lascia l’azienda in una situazione difficile, che potrebbe constringerla a nuovi tagli. Dopo le pesanti perdite del biennio 2007-2008 (con un rosso di un miliardo l’anno), il 2009-2010 non è andato molto meglio: resta un passivo di 400 milioni e i ricavi continuano a restringersi.

Eppure, non si può certo accusare la società guidata da Vincenzo Novari di immobilismo, come nota Milano Finanza. Le ultime novità in ordine di tempo sono il lancio di La3, la tv di giochi sul satellite che raggiunge 150 mila persone al giorno, e l’iniziativa Grande Cinema 3, cui hanno aderito finora circa 400 mila clienti. Ma sono i risultati a latitare - tanto che lo scorso novembre si era arrivati a ipotizzare uno “spezzatino” della società tra Wind (cui sarebbe andata la rete), Vodafone (che si sarebbe aggiudicata la base clienti) e Telecom (le perdite fiscalmente detraibili).

Secondo MF, l’azionista, il gruppo cinese Hutchison Whampoa, ha timidamente previsto un pareggio per fine anno, ma i numeri del 2009 non fanno ben sperare. Lo scorso anno è proseguita la flessione dei ricavi a 1,64 miliardi, -5% rispetto al 2008, mentre l’andamento della base clienti si è mantenuto piatto, con una crescita non superiore al 3%.

Le performance ben poco brillanti hanno già comportato diverse riduzioni dell’organico, prima con la cessione a Ensi di circa 750 tecnici di rete nel 2005, poi con un piano di esodi agevolati per altri 250 impiegati nel 2008, e proprio in questi giorni 3 sta mettendo a punto ulteriori tagli dei costi interni ed esterni, con conseguente allarme dei sindacati per le possibili ricadute sull’occupazione.

Novari non potrà permettersi errori nei prossimi mesi, conclude MF, altrimenti è probabile che l’Italia dovrà dire addio alla società che ha bruciato tutti nel lancio dell’Umts, ha introdotto sul mercato italiano il sussidio all’acquisto dei terminali e ha proposto nuove idee, dalla tv mobile ai social media.

18 Maggio 2010