Catricalà: "La società della fibra? A conduzione Telecom"

CATRICALA'

Il presidente dell'Antistrust promuove la creazione di una società che veda in campo Telecom e altri soggetti, non solo gli operatori telefonici, sostenuti dal pubblico. Investimenti suddivisi equamente e regole ferree per evitare cartelli

di Mila Fiordalisi
Una società della fibra a conduzione Telecom Italia. Questa la proposta del presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà. "L'idea di avere una società che faccia la rete per la banda larga a me piace. E' chiaro che penso debba essere a conduzione Telecom, con garanzie di parità di accesso per tutti gli altri operatori", ha detto Catricalà a margine dell'assemblea annuale dei Cavalieri di Gran Croce. Secondo il presidente dell'Antitrust l'investimento deve però essere equamente condiviso fra Telecom Italia e altri operatori. Ed un terzo dell'investimento dovrebbe essere a carico del pubblico. "Penso ad una società con un 30% Telecom, un 30% pubblico e un 30% per gli altri soggetti, non solo quelli della telefonia". Secondo Catricalà, dunque, gli Olo potrebbero anche restare fuori "ma se vogliono entrare ci deve essere un ok dell'Antitrust per evitare che quella diventi sede di concertazione tra operatori". In altre parole che si configurino ipotesi di cartello.

Riguardo alla parità di accesso secondo il presidente dell'Antitrust auspica  "regole di governance che assicurino una muraglia cinese". A dettare le regole l'Agcom, che "potrebbe anche utilizzare come veicolo la legge sulla concorrenza che abbiamo consegnato al ministero dello Sviluppo economico".

18 Maggio 2010