Bertoluzzo: "Ngn, nel 2011 iniziare a scavare"

ANTEPRIMA INTERVISTA A PANORAMA ECONOMY

"Vanno definiti gli obiettivi, le modalità e le regole. Per iniziare a scavare già il prossimo anno". L'Ad di Vodafone Italia racconta il progetto Ngn in una lunga intervista a "Panorama Economy" in uscita domani e in anteprima su Cor.Com

di Mila Fiordalisi
"Una sola rete, che si sviluppi in modo graduale e che sia aperta a tutti. E abbiamo già banche e istituti finanziari che ci stanno chiedendo lumi, manifestano interesse, perché chi ragiona con la mentalità dell'infrastruttura la considera un progetto importantissimo. Ovviamente maggiori sono le dimensioni, più è finanziabile. Entro quest'anno vanno definiti gli obiettivi le modalità e le regole. Per iniziare a scavare dal 2001, dopo i test in corso".

Paolo Bertoluzzo racconta i progetti di Vodafone Italia in una lunga intervista che sarà pubblicata domani dal settimanale Panorama Economy, visionata in anteprima dal Corriere delle Comunicazioni.

I riflettori sono puntati sul progetto di società della fibra annunciato nei giorni scorsi insieme con Wind e Fastweb ma anche sulla strategia convergente. "La nostra strategia è dare ai nostri clienti servizi che non siano più soltanto mobili ma anche fissi. Per poterlo fare abbiamo bisogno di una rete di grande affidabilità che sia in grado di supportare l'innovazione che ci potrà venire in mente". "Casa, station, prodotti per le aziende: per noi tutto questo è il business della rete fissa. Oggi abbiamo raggiunto una quota di mercato del 10% che significa circa 1,3 milioni di clienti. Per un'azienda forte nella telefonia mobile come Vodafone questa rappresenta un'opportunità di crescita in un momento di discontinuità del mercato: l'esplosione della banda larga".

Bertoluzzo ricorda che nel mobile la banda larga cresce a tassi fra il 30 e il 40% all'anno. E la crescita di quasi il 2% messa a segno dall'azienda "è anche grazie alla banda larga fissa - che ha margini bassi perché paghiamo molto l'accesso alla rete - e mobile, che ha elevata marginalità ma richiede anche grandi investimenti".

L'Italia è strategica per il business: "E' il primo Paese europeo per investimenti e nel mondo è seguita solo dall'India, che però ha un miliardo di abitanti. L'Italia è un mercato che ha sempre accolto bene le innovazioni. Ma questa disponibilità rischia di trovare un ostacolo: un'infrastruttura inevitabilmente invecchia".

E' la realizzazione dell'infrastruttura a rappresentare il tema più importante nell'agenda. "Di rete in Italia ce ne deve essere una", dice Bertoluzzo che considera i progetti regionali, come ad esempio quello lombardo, "complementari e convergenti". Ma in questa fase "bisogna avere il coraggio di essere flessibili. Quello che non possiamo permetterci è trovarci scelte tecnologiche e modelli di business diversi regione per regione. renderebbe lo sviluppo, la commercializzazione e le gestione dei servizi molto più complessi per gli operatori". Di qui la necessità "di avere una visione strategica d'insieme".

Per finanziare la nuova rete Bertoluzzo ritiene che "la presenza della Cassa depositi e prestiti nell'equity e nel debito sia importantissima perché stiamo parlando di un'infrastruttura strategica per il nostro Paese. E tutti gli operatori telefonici sono privati. Ma il progetto sarà presentato alla Cdp nel momento in cui sarà sponsorizzato dal governo".

Il merito al tavolo convocato da Romani "bisogna che il progetto assuma presto un aspetto operativo: importante è riunire subito anche i tecnici per capire come affrontare le tante sfide che il progetto pone".

19 Maggio 2010