Bellino (Alpitel): Piani broadband boost per il settore, ma attenti alla qualità delle reti

BANDA ULTRALARGA

“Pronti ad assumere altre 150 persone. Bandi di gara sfidanti, è essenziale realizzare network ottici all’altezza”. Il tema dei permessi di scavo

di Gildo Campesato

“Oggi in Italia lavorano con noi in Alpitel circa 600 persone. Contiamo di assumerne entro sei mesi almeno altre 150, forse di più, per arrivare a circa 800 addetti oltre ai 200 che abbiamo già operativi in Brasile. Pensiamo di ingaggiare soprattutto giovani neo diplomati da affiancare al nostro personale più esperto”, annuncia a CorCom Giancarlo Bellino, presidente ed amministratore delegato di Alpitel, azienda di telecomunicazioni riconosciuta dal mercato come leader nella realizzazione delle reti, prima in rame e oggi anche in fibra ottica. Questa crescita aziendale è uno degli effetti “collaterali” dell’accelerazione degli investimenti pubblici e privati nella banda ultralarga.

È così Bellino?

I piani di investimento annunciati dagli operatori privati e dal governo hanno impresso una forte spinta al settore delle costruzioni di rete. Noi abbiamo partecipato, vincendo alcuni bandi gara importanti, sia in ambito Open Fiber che TIM. Vorrei però sottolineare che se torniamo ad assumere non è soltanto perché sono finalmente ripartiti gli investimenti sulle reti di telecomunicazione ma anche perché proprio quest’anno abbiamo portato a termine un importante piano di riorganizzazione aziendale che prevede uno sviluppo del business nei mercati adiacenti al mondo TLC tradizionale. Ora possiamo affrontare su una base molto più solida le prospettive di crescita che si sono aperte in Italia. Per noi il 2017 è stato l’anno della svolta.

Cioè?

Veniamo da una tradizione pluridecennale che sin dalla nascita, nel 1950, ci ha visti impegnati nella realizzazione di reti e impianti sia di trasmissione che di accesso fisso e mobile. Ora, oltre a sviluppare maggiormente i ricavi su un portafoglio di offerta già esistente, che si basa su soluzioni di reti locali e geografiche, cablaggi strutturati di edifici, installazione e configurazione di centrali telefoniche, domotica, gestioni delle reti, ci stiamo predisponendo per offrire al mercato tutti i servizi derivanti dall’eco-sistema digitale.

SI riferisce al vostro recente accordo con Ennova?

Anche ad esso. Uno degli obiettivi dell’accordo è quello di far leva su un’offerta completa di tecnologia e servizi necessari a garantire ai nostri clienti una trasformazione digitale. Contiamo di portare presto questa esperienza italiana anche in Brasile.

Oggi le telecomunicazioni si sposano sempre più con l’IT.

Non c’è dubbio e la cosa non ci trova affatto impreparati. Anche grazie al fatto di essere certificati da molti anni Gold Partner di Cisco, unici nel nostro settore, abbiamo allargato la nostra offerta a soluzioni innovative per Iot, cloud, big data, Industria 4.0, trasporti. Siamo partiti da poco a lavorare in questi settori, ma ci crediamo molto e abbiamo cominciato ad ottenere i primi risultati. Anche per questo che ho rimarcato che per Alpitel il 2017 è l’anno della svolta.

Che resta trainata soprattutto dall’avvio delle nuove reti in fibra ottica.

Non vi è dubbio: ci puntiamo molto, ma come ho appena detto, gli orizzonti sono molto più ampi. E poi dietro l’angolo c’è il 5G in arrivo della cui implementazione di rete Alpitel si candida ad essere fra i protagonisti. Dopo tanti anni di sostanziale stasi, il mercato italiano delle telecomunicazioni, e più in generale, il mercato dell’ICT, si è rimesso in moto. Per questo guardiamo con fiducia al prossimo futuro e abbiamo avviato importanti programmi di assunzioni.

Si parla della necessità per il settore delle costruzioni di rete di dover assumere almeno 15.000 persone per portare a termine i piani di Open Fiber e degli altri operatori.

È una stima che condivido. È molto positivo anche per il Paese, ma bisognerà saper gestire anche la fase successiva al boom di lavoro che si annuncia oggi. Cosa sarà di queste persone fra qualche anno quando le reti saranno realizzate? Come riconvertirle? Dove impiegarle? Sarà comunque importante dare continuità a progetti e investimenti, senza magari fermarsi a metà strada come purtroppo è avvenuto in passato, ad esempio col Piano Socrate.

Per il momento i bandi si fanno e i finanziamenti ci sono.

Ed è un bene per tutto il Paese. Ma anche qui c’è un ma. Realizzare le reti in fibra ottica è una cosa complessa e delicata (si pensi solo all’attenzione che bisogna porre nella gestione di tutti i sottoservizi e le interferenze presenti nel sottosuolo), che richiede competenze, tecnologie, professionalità, capacità di relazionarsi con le pubbliche amministrazioni ed i condomini per i permessi. Non sono cose che si improvvisano. Ed hanno un costo di cui i bandi dovrebbero tenere conto. Se invece si punta solo al ribasso di prezzo, il rischio che si corre è quello di ritrovarsi con infrastrutture inadeguate a quelle che sono le esigenze espresse dai committenti.

E poi dovete correre in fretta.

Non c’è dubbio: i bandi di gara prevedono tempi di realizzazione estremamente rigorosi. Noi siamo pronti, ma dovrebbe esserlo anche l’intero sistema: lo scavo e la posa della fibra sino alle case richiede uno sforzo corale che dovrebbe vedere tutti uniti verso l’ottenimento di questo risultato nei tempi previsti: a partire dalla politica dei permessi di scavo e degli obblighi di ripristino previsti dalle amministrazioni locali sino ai nulla osta degli amministratori di condominio che non sempre si mostrano attenti all’esigenza di lasciarci portare la fibra negli scantinati degli edifici o negli appartamenti dove questo è richiesto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 25 Ottobre 2017

TAG: Giancarlo Bellino, Alpitel, Banda ultralarga

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