Un bonus per la banda larga sul modello della tv digitale

LA PROPOSTA

Maurizio Dècina: "Per la diffusione della fibra ottica servono incentivi come è stato fatto per i decoder. Gli introiti servirebbero a sostituire i vecchi cavi". Il progetto più organico? "Quello della Regione Lombardia"

di Patrizia Licata
Ripetere per la fibra ottica il modello seguito per il digitale terrestre: questa la proposta di Maurizio Decina, professore del Politecnico di Milano, esperto di telecomunicazioni. “Il passaggio completo dal rame alla fibra a Milano, proposto da Telecom Italia con il Progetto Expo”, afferma Decina intervistato dal CorrierEconomia, “avverrà qui prima che altrove, perché già oggi la città ha un’infrastruttura d’eccellenza. Ma per accelerare il processo serve un contributo pubblico come si è fatto per il digitale terrestre”.

Per la tv l’incentivo sui decoder è stato di 50 euro per utente, continua Decina; per la fibra ottica di dovrebbero prevedere contributi più elevati, che servirebbero a sostituire i vecchi cavi sia nei palazzi che nella rete di distribuzione urbana.

Milano e la Lombardia sono al centro di diverse iniziative legate alla banda larga: alcune riguardano l’estensione della fibra ottica, come il piano da 1,4 miliardi “Fibra per l’Italia” (banda ultralarga fino a 100 megabyte al secondo) di Fastweb, Vodafone e Wind e il progetto Expo di Telecom Italia, mentre il progetto anti-digital divide della Regione (40 milioni di euro) ha l'obiettivo di portare l’Adsl (banda larga a 2 megabyte) ai 700 comuni oggi non coperti dal servizio.

Cablare una città in fibra ottica costa mediamente tra i 500 e i 700 euro per casa, cui vanno aggiunti il cablaggio condominiale e il terminale d’utente (altri 2-3.000 euro). Vale la pena sostenere una spesa così elevata, con un ritorno sugli investimenti lungo? Secondo Decina sì. E se fino a qualche anno fa erano solo i Paesi asiatici come Giappone e Corea del Sud a scommettere sulla banda larga, oggi anche Usa e Europa cominciano a credere che investire in una rete avanzata di comunicazioni possa far crescere il Paese e giovare all’export.

In altri Paesi europei il traino dello sviluppo sono gli operatori storici, ma da noi l’azione dell’ex monopolista è limitata dall’indebitamento. L’iniziativa passa ad altri soggetti, come i concorrenti e le amministrazioni regionali. “Il progetto della Regione Lombardia”, continua Decina, “è il più organico, ambizioso e interessante, perché prevede di portare la fibra ottica a 2 milioni di case. L’idea è di costituire una società pubblico-privata a cui possano partecipare Telecom Italia e gli altri operatori, usando sia la tecnologia Gpon che il collegamento punto a punto”.

Il piano lombardo anti-digital divide, a giudizio di Decina, è un modello innovativo “perché introduce clausole molto precise per garantire agli utenti le prestazioni e i prezzi indicati nel bando”. Per esempio, i costi di attivazione non devono superare i 50 euro per le utenze domestiche e gli 80 per il mondo business.

24 Maggio 2010