Ericsson: "Le autorità asiatiche sostengono le telco"

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"I Paesi asiatici hanno un enorme potenziale di crescita e sono i primi ad abbracciare le innovazioni", sottolinea Jan Signell, direttore del centro Asia-Pacifico dell'azienda svedese. "La penetrazione della telefonia fissa e mobile fa crescere il pil"

di Patrizia Licata
L’innovazione parte sempre più dall’Asia: le telecom della regione sono le più propense ad abbracciare le nuove tecnologie e anche quelle capaci di proporre modelli di business altamente efficaci. Lo afferma in un’intervista con il quotidiano francese Les Echos Jan Signell, direttore del centro d’innovazione dell’AsiaPacifico che Ericsson ha appena annunciato e che si aggiungerà ai cinque centri di ricerca e sviluppo già operativi in Cina.

“Assistiamo oggi alla convergenza di due mondi opposti”, spiega Signell. “Da un lato il successo dell’industria delle telecomunicazioni si è fondato sulla standardizzazione, come accaduto per il Gsm. D’altro lato, il boom di Internet si deve a una logica totalmente diversa, quella della concorrenza tra standard, che ha creato una nuova catena del valore. Il punto è: nelle telecomunicazioni ormai il vero business non è più la voce, ma proprio Internet”.

Certo nei laboratori di ricerca Ericsson si continua a perseguire la standardizzazione necessaria per costruire interfacce radio o reti totalmente Ip, ma per quanto riguarda l’innovazione Internet la leader svedese non può “restare ferma e aspettare”, nota Signell: “occorre uscire dal laboratorio, lavorare anche con gli operatori nostri clienti e investire almeno tanto quanto nella standardizzazione”.

E gli operatori asiatici sono i più dinamici, creativi, capaci di monetizzare anche laddove le telecom europee pensano di non avere più da guadagnare, come nel caso delle carte prepagate. “Eppure hanno molti vantaggi”, secondo Signell: “Niente fatture, niente rischio di credito e i clienti che le usano spendono di più degli abbonati, ovvero il 7% delle loro entrate disponibili, contro il 5% degli abbonati. Perché disprezzare degli utenti che pagano in anticipo? Semplicemente, occorre essere inventivi per fidelizzare il pubblico”.

Proprio le prepagate, continua Signell, consentono alle telecom di essere profittevoli nei Paesi emergenti, mentre nei mercati maturi l’Arpu si riduce sempre più. Inoltre, le condizioni locali costringono le aziende ad essere super-efficienti fin da subito, per ottenere il massimo con la minor spesa possibile. Signell ricorda che nei Paesi in via di sviluppo la manodopera costa poco, ma l’energia elettrica è cara. Per questo in Bangladesh Ericsson ha alcune stazioni di base alimentate con pannelli solari.

“I Paesi asiatici hanno un enorme potenziale di crescita e sono ormai i primi ad abbracciare le innovazioni. Inoltre, le autorità asiatiche hanno capito l’importanza di sostenere gli operatori telecom: gli studi dei governi dimostrano che la penetrazione della telefonia fissa e mobile fa crescere il pil”, conclude Signell.

25 Maggio 2010