Valbuena (Telefonica): "Un'Opa su Telecom? Sarebbe folle"

VALBUENA (TELEFONICA)

Il direttore finanziario del gruppo spagnolo considera insostenibile l'ipotesi di takeover sull'azienda italiana che porterebbe a cascata il controllo di Tim Brasil ma a fronte dell' "acquisizione" di 34 miliardi di indebitamento netto. Riflettori puntati su Vivo: spunta l'opzione Opa ostile

di Mila Fiordalisi
Prendere il controllo di Telecom Italia? "Sarebbe da pazzi". Queste le parole utilizzate dal direttore finanziario di Telefonica, Santiago Fernandez Valbuena che ha respinto l'ipotesi circolata nei giorni scorsi secondo cui Telefonica sarebbe intenzionata a prendere il controllo di TI in caso non riuscisse a portare a termine l'acquisizione di Vivo, l'operatore mobile brasiliano per cui è stata fatta un'offerta da 5,7 miliardi a Portugal Telecom.
 
Valbuena ha dichiarato al Financial Times che un takeover su Telecom Italia - di cui il gruppo spagnolo è il maggiore azionista attraverso Telco - se da un lato consentirebbe il controllo a cascata di Tim Brasil, dall'altro porterebbe in "pancia" all'azienda anche l'indebitamento netto di Telecom, pari a 34 miliardi di euro.

Telefonica sta spingendo molto sull'acquisizione di Vivo e Valbuena ha anche avanzato l'ipotesi di un'Opa ostile. La telco company capitanata da Cesar Alierta non esclude quindi di passare alle maniere forti se Portugal Telecom (di cui è il maggior azionista con una quota del 10%) non cederà la propria quota detenuta nell'operatore mobile brasiliano.

A seguito del rifiuto di Portugal Telecom dell'offerta da 5,7 miliardi Valbuena ha sottolineato "che un'offerta ostile per Portugal Telecom potrebbe sempre essere valutata. Non abbiamo mai detto non faremo mai un'iniziativa ostile''. Dichiarazioni che hanno immediatamente provocato la reazione dell'autorità borsistica portoghese (Cmvm) che ha chiesto a Telefonica di spiegare tali dichiarazioni e le modalità per l'eventuale lancio di un'offerta ostile. E l'amministratore delegato di Portugal Telecom, Zeinal Bava, ha ribadito che l'offerta  da 5,7 miliardi di euro "è chiaramente insufficiente e non molto attraente".

26 Maggio 2010