Valducci: "Ngn, Telecom si decida. Il Paese non può aspettare"

MARIO VALDUCCI

Il presidente della commissione Trasporti e Tlc della Camera: "Il vero problema non sono i soldi ma la resistenza dell'azienda al progetto nazionale"

di F.M.
Telecom Italia non blocchi la nuova rete in fibra: il Paese non può più aspettare. Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera, in un’intervista rilasciata a Panorama Economy, a firma di Stefano Caviglia, chiama in causa l’azienda guidata da Bernabè.

Secondo Valducci il vero problema non sono i soldi – “per portare la fibra ottica al 50% degli italiani, secondo gli ultimi studi, bastano 5 miliardi di euro di cui 3 potrebbero metterli le banche e solo 2 da reperire sul mercato” – ma la resistenza di Telecom Italia.
Valducci punta il dito conto la mancanza da parte di TI di disponibilità “a collaborare con le istituzioni e i soggetti interessati per realizzare la rete nei tempi che servirebbero al paese - chiarisce -. E poiché fare due reti distinte, una di Telecom e una degli operatori alternativi, sarebbe del tutto antieconomico, l’unica è mettersi a lavorare insieme, coinvolgendo anche altri soggetti”, come ad esempio la Cassa depositi e prestiti e il fondo F2.

Alla domanda su che fine dovrebbe fare l’attuale rete in rame di Telecom, Valducci ha le idee chiare: “La rete di rame è ormai superata e fra dieci anni varrà metà di quel che vale oggi – puntualizza -. Realizzarne un’altra di gran lunga più funzionale, duratura ed economica non diminuirà il valore di Telecom ma lo aumenterà”.

La necessità di attivarsi per una rete in fibra risponde anche alla massiccia diffusione degli smartphone e a quella che è la reale copertura in banda larga del Paese. Sul primo punto il presidente ricorda a Bernabè, che obietta come oggi non si veda una domanda sufficiente a giustificare un investimento così massiccio sulla rete, che in Italia ci sono 5,6 milioni di smartphone, ormai paragonabili ai computer. Sulla copertura broadband rimarca che non è affatto veritiera la percentuale del 90%. “La possibilità di accedere a un collegamento adsl di buona qualità ce l’ha al massimo il 70% della popolazione e questo è un problema che deve interessare chi fa politica”.

Per quanto riguarda i contenuti che viaggeranno su questa nuova rete, Valducci è convinto che la digitalizzazione dei servizi della PA spingeranno “i cittadini a usare sempre più le tecnologie digitali”.

“Telecom Italia è troppo concentrata sulla rete e troppo poco sui servizi – riflette Valducci -. Per questo rischia di restare indietro anche rispetto ai concorrenti, con gravi danni per se stessa e per il Paese. “Un’azienda privata che si muove in un mercato fortemente regolamentato - conclude - dovrebbe essere più aggressiva sul piano commerciale e meno nella protezione dello status quo della rete".

03 Giugno 2010