Unbundling sulla fibra: obbligo "virtuale" per BT

NUOVE REGOLE NGN

Ok della Ue a Ofcom: l'incumbent inglese non sarà obbligato all'unbundling fisico. Ma il commissario Kroes insiste: "Vantaggio a tempo. Duri il meno possibile"

di Alessandro Castiglia
Mezzo pieno o mezzo vuoto? Dipende dai punti di vista. La Commissione Ue ha dato il via libera alla decisione di Ofcom, l’autorità britannica delle telecomunicazioni, di imporre a BT di offrire ai concorrenti l’unbundling virtuale ma non quello fisico sulle proprie reti di nuove generazione. Di fatto, una impostazione regolatoria meno costringente di quella vigente per il doppino in rame che prevede, appunto, l’obbligo dell’unbundling fisico. Inoltre, tale “vantaggio” per BT sarà a termine. Durerà al massimo 4 anni: Ofcom si è riservata la possibilità di rivedere anche prima della scadenza le proprie decisioni sulla base dell’andamento del mercato

Nella delibera di Ofcom è anche previsto, per favorire gli investimenti dell’incumbent inglese nelle reti ottiche, che i prezzi dell’unbundling virtuale non siano “costed oriented” ma “fair”. Su questo l’Ue ha osservato che i prezzi del VULA (l’unbundling ottico virtuale) dovrebbero essere invece orientati ai costi, pur tenendo conto della necessità di remunerare il rischio di investimento e di assicurare la posa delle nuove reti oltre che la competizione di mercato.

La Commissione ha riconosciuto che il Vula ha molte caratteristiche che ne rendono il funzionamento simile all’unbundling fisico anche se non consente agli operatori alternativi la stessa libertà di offerta di prodotti retail.

“ In questo specifico caso, l’unbundling virtuale sembra l’opzione migliore per salvaguardare la concorrenza e consentire ai consumatori di beneficiare della vasta gamma di servizi offerta dall’infrastruttura Ngn - ha dichiarato al Financial Times il commissario alla Digital Agenda, Neelie Kroes - Ma si tratta di una soluzione ad interim che non rappresenta un’alternativa a lungo termine all’unbundling fisico della fibra, che dovrà essere realizzato appena possibile”.

La decisione della Commissione riguarda i mercati inglesi wholesale local access (ad esempio il local loop) e wholesale broadband access (bitstream access) che, come unbundled local loop, danno modo agli operatori alternativi per entrare sul mercato retail.
Si tratta della prima volta che un regolatore nazionale europeo ja proposto una soluzione pratica per assicurare l’accesso ad un’infrastruttura ottica punto-multipunto, incuso il Vdsl (Very High Speed Digital Subscriber Line) e il G-pon (Gigabit Passive Optical Network).

04 Giugno 2010