Roaming Ue, riflettori puntati sulla Corte di Giustizia

TETTO AI PREZZI

Domani la sentenza sul ricorso presentato da Vodafone, Telefonica, T-Mobile e Orange contro i tetti ai prezzi sulle tariffe transfrontaliere. Il pronunciamento è determinante per il roll out dell'Agenda digitale: la Kroes vuole il roaming zero entro il 2015 ma le Telco non intendono mollare

di Patrizia Licata
La causa delle grandi telecom non spaventa la Commissione Ue. Mentre la Corte europea di giustizia si prepara a emettere una sentenza cruciale sulla legalità dei tetti ai prezzi sulle telefonate trans-frontaliere, messa in dubbio da Vodafone, Telefonica, T-Mobile e Orange, l’esecutivo europeo va avanti per la sua strada e studia non solo nuovi tagli alle tariffe del roaming per le telefonate, ma un intervento sullo scambio dati tra un Paese Ue e l’altro.

Già a giugno 2007 la Commissione aveva approvato una norma che fissava dei limiti ai prezzi sulle chiamate da cellulare in Europa, ma allora non si era occupata di sms e dati. Tuttavia, a febbraio 2008, il commissario all’Information Society Viviane Reding ha invitato gli operatori mobili a ridurre ulteriormente le tariffe delle telefonate internazionali e a tagliare spontaneamente le tariffe per sms e dati spediti all’estero. Nuove regole approvate nel 2009 hanno abbassato ulteriormente il tetto massimo per il roaming delle telefonate e introdotto garanzie contro le “bollette-shock” per il roaming dei dati.

Se la Corte di giustizia dovesse bocciare gli interventi regolatori sul roaming, la Commissione riporterebbe una pesante sconfitta proprio su quella che finora è stata pubblicizzata come una grande storia di successo dell’Ue. Sconfitta che tuttavia sembra poco probabile, visto che l’esecutivo europeo ha fissato l'ambizioso obiettivo di creare un vero mercato interno dell'Ue in cui chiamare costerà come all’interno dei singoli Paesi. "La differenza tra il roaming e le tariffe nazionali dovrebbe essere vicina a zero entro il 2015", stabilisce la Digital Agenda.

I dati Ue dicono che il prezzo medio per un minuto in roaming era di 38 centesimi nel 2009, mentre il prezzo medio al minuto di una telefonata mobile Ue era di 13 centesimi. Neelie Kroes, commissario Ue per la Digital Agenda, è una sostenitrice del libero mercato ed è probabile che voglia far scendere i prezzi per effetto della concorrenza, più che a suon di leggi. Ma se i player non si muovono da soli, la Kroes sarà costretta a seguire l’esempio della Reding ricorrendo ai “price cap”. Secondo alcune fonti vicine alla Commissione, se sarà seguito l’approccio regolatorio più severo, la mossa più probabile sarà l’introduzione di tetti sul roaming dei dati laddove la forbice tra tariffe domestiche e trans-frontaliere è più ampia.

Nel 2009, quando la Reding ha ritoccato la normativa sul roaming dei dati, la Commissione europea ha fissato un limite massimo di 50 euro al mese per le spese di scambio dati in Europa. Quando il cliente ha raggiunto l’80% di questa spesa, l’operatore deve mandargli un messaggio in cui lo avvisa che il roaming è vicino al tetto massimo. Se l’utente non risponde, l’operatore deve per forza tagliare il servizio appena raggiunto il tetto dei 50 euro. Non esistono invece limiti al costo del roaming dei dati, come avviene per le telefonate, ed è possibile che la Commissione agisca per colmare tale lacuna.

07 Giugno 2010