La Corte di Giustizia Ue: sì al tetto ai prezzi di roaming

LA SENTENZA

L'odierna sentenza rigetta il ricorso presentato da Vodafone, T-Mobile. Telefonica O2 e Orange. Appoggiata la linea della Commissione che punta al roaming zero entro il 2015

di Mila Fiordalisi
Sì ai limiti ai prezzi per il roaming. La Corte di Giustizia Ue ha rigettato il ricorso presentato da Vodafone, Telefonica 02, T-Mobile e Orange nel 2007 a seguito della decisione dell'allora commissario all'Information Society Viviane Reding di imporre un limite ai prezzi di roaming internazionale per la telefonia mobile. L'odierna sentenza dà quindi ragione alla Commissione Ue: è legittimo il regolamento della Commissione che impone un tetto tariffario per chiamate, sms e scambio dati sino al 30 giugno 2012.

"Il livello dei prezzi al dettaglio dei servizi di roaming internazionale, all'epoca dell'adozione del regolamento era elevato e il rapporto tra costi e prezzi non era quello che avrebbe dovuto sussistere in mercati pienamente competitivi", recita la sentenza. Il livello del prezzo medio di una chiamata in roaming nell'Ue all'epoca dell'adozione del regolamento ammontava infatti a 1,15 euro al minuto, cinque volte il costo reale della fornitura del servizio all'ingrosso. "La Commissione ha agito nell'ambito delle sue competenze, nell'interesse dei consumatori e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà".


La sentenza rappresenta un tassello importante per il roll out dell'Agenda digitale svelata nei giorni scorsi dal nuovo commissario Neelie Kroes. Fra le misure annunciate quella che riguarda l'allineamento totale dei costi delle chiamate nazionali ed internazionali entro il 2015, il cosiddetto roaming zero che fa capo ad un più ampio progetto strategico che mira alla realizzazione di un mercato unico delle Tlc.

08 Giugno 2010