La Francia segue l'Italia: liberalizzato il gambling online

MERCATI

Per rilanciare un business dominato dai player stranieri il governo di Parigi rompe il monopolio: assegnate 17 licenze a 11 operatori

di Patrizia Licata
La Francia liberalizza l’industria delle scommesse sportive e ippiche online, rompendo un monopolio che data addirittura al 16mo secolo. Il governo ha bisogno di rilanciare un business dominato dai player stranieri, e sceglie un momento quanto mai opportuno: la vigilia dei Mondiali di calcio, che sicuramente farà salire anche la febbre del gioco. Parigi risponde però anche alle richiese della Commissione europea, che spinge per la liberalizzazione dei monopoli nazionali sul gambling online.

Ad oggi sono state assegnate 17 licenze a 11 operatori, tra cui l’austriaca Bwin, la BetClic Enterprises di Malta e Iliad Games, filiale dell’operatore telefonico, come reso noto dall’ente regolatore francese Arjel. Ciò autorizza da subito le scommesse sui cavalli e sugli sport, mentre il via libera per il poker online arriverà a fine mese, con un numero limitato di licenze. Chi opera senza licenza rischia pesanti multe.

In Francia, tutte le lotterie fanno capo alla società pubblica Française des Jeux, o FdJ, mentre le scommesse ippiche sono gestite da Pari Mutuel Urbain, o Pmu. Alcuni casino privati possono proporre giochi d’azzardo come la roulette o giochi d’abilità come il poker. Negli ultimi anni tuttavia il sistema del monopolio statale è stato messo a dura prova dal fiorire di aziende delle scommesse online straniere.

Quando FdJ ha cominciato a portare le scommesse sportive su Internet, nel 2002, si è scontrata proprio con la concorrenza dei rivali esteri favorite dal sistema fiscale dei loro Paesi. Così il monopolio statale è riuscito a guadagnarsi solo il 5% del market share in Francia, su un mercato che vale 1 miliardo di euro, secondo Jean-François Vilotte, presidente dell’Arjel. Di qui la decisione di liberalizzare il mercato, regolarlo e combattere i siti web illegali. L’esempio viene dall’Italia, prima ad aver rilasciato licenze per operatori privati, e caso di successo in Europa.

Per Vilotte, le entrate delle scommesse sportive online raddoppieranno nei prossimi tre anni, ma gli analisti avvertono: la Francia potrebbe non essere una miniera d’oro per gli operatori. Il motivo? Tasse alte (l'imposta totale sulle scommesse sportive è dell’8,8%, contro il 3,8% dell’Italia) e una liberalizzazione a metà: i giochi da casino, come la roulette, restano vietati su Internet, eppure sono un segmento del mercato molto redditizio.

10 Giugno 2010