WiMax, vendite in calo ma solo per poco

STIME INFONETICS

Infonetics: nel primo trimestre il giro di affari per le vendite di equipment e terminali si è attestato a 303 milioni di euro (-2%). "Ma si tratta solo di un declino fisiologico"

di Patrizia Licata
La crescita del WiMax è solida, nonostante qualche ostacolo disseminato lungo la strada. A dirlo è lo studio trimestrale di Infonetics Research che contiene gli ultimi dati e le proiezioni sul mercato delle attrezzature e device per il WiMax. "Anche se il fatturato globale di equipment e terminali è sceso del 2% nel primo trimestre 2010, a 303 milioni di dollari, si tratta solo di un declino fisiologico: il primo trimestre è solitamente più debole. Il dato non altera le nostre aspettative di una crescita robusta per il resto dell’anno”, afferma Richard Webb, directing analyst per il WiMax di Infonetics.

Un altro ostacolo che di recente si è presentato lungo la strada del WiMax è la defezione dell’operatore russo Yota, che ha scelto il “concorrente” Lte per lo sviluppo del 4G. Ma gli esperti di Infonetics non danno peso nemmeno a questo elemento: si tratta di un operatore su quasi 600 oggi impegnati sul WiMax, nota Webb.

"La Open Retail Initiative del WiMax Forum, e l’annuncio del prossimo arrivo sul mercato dello standard WiMax 2.0 (802.16m), dovrebbero aiutare a garantire la presenza di una roadmap tecnologica e di un ecosistema di device in grado di supportare il mercato del WiMax nel lungo termine”, nota ancora l'analista. Infonetics tuttavia riconosce che altri grandi operatori mobili potrebbero seguire l’esempio di Yota e migrare dal WiMax all’Lte.

Lo studio della società di ricerche evidenzia anche che i Paesi che fanno da traino alla crescita del WiMax nelle loro regioni di riferimento sono la Russia, il Medio Oriente, l’Africa, il Giappone, il Pakistan e l’India, mentre leader dei fornitori di equipment e device è Motorola, che nel primo trimestre 2010 ha incementato la sua quota delle entrate totali del mercato.

10 Giugno 2010