Cellulari: Fujitsu e Toshiba verso la joint venture

GIAPPONE

Costi di sviluppo sempre più alti, mercato domestico saturo e forte concorrenza dei marchi stranieri spingono i produttori giapponesi di handset a unirsi. Nel mirino anche l'espansione all'estero

di Patrizia Licata
Fujitsu e Toshiba in trattative per fondere le loro attività nei telefoni cellulari. I negoziati sarebbero nelle fasi conclusive, secondo la giapponese Nikkei. Le due aziende dovrebbero formare una joint venture verso fine anno che, combinando le operazioni legate al business degli handset, creerà il secondo maggior produttore di cellulari giapponese dopo Sharp. Fujitsu dovrebbe avere nella venture la quota di maggioranza.

Fujitsu produce cellulari per Ntt DoCoMo, mentre Toshiba rifornisce principalmente Kddi. Toshiba ha chiuso gli impianti di produzione in Giappone nel 2009 e oggi si basa su fornitori esteri per la fabbricazione. Una scelta dettata dalla necessità di ridurre i costi, ma che non ha prodotto i frutti sperati: il business di produzione di handset risulta in perdita nello scorso anno fiscale.

Fujitsu è riuscita a mettere a segno risultati col segno più, ma resta vulnerabile per il costo crescente legato allo sviluppo di device sempre più sofisticati, spiega il Nikkei. Mentre i costi di sviluppo salgono (si calcolano 10 miliardi di yen o 110 milioni di dollari per ogni nuovo modello), le vendite di cellulari in Giappone si sono ridotte di quasi il 40% negli ultimi due anni. Ciò ha portato a un forte consolidamento sul mercato: già Nec, Casio e Hitachi hanno fuso le loro operazioni nella telefonia mobile l’anno scorso.

Nell’anno fiscale 2009, Fujitsu era il terzo maggior produttore di telefonini giapponese, con 5,18 milioni di handset commercializzati sul mercato domestico. Toshiba si piazzava all’ottavo posto, con 1,26 milioni di pezzi. Lo share combinato è del 18,7%, ma Sharp è molto al di sopra, col 26,2%. “Il mercato giapponese non è molto grande, e ci sono ancora troppi produttori”, secondo Mitsushige Akino, chief fund manager della Ichiyoshi Investment Management. "La fase di consolidamento non è finita. Anzi, Fujitsu e Toshiba trarrebbero i maggiori vantaggi da un vero e proprio merger”.

Ma le case giapponesi si uniscono anche per competere con più forza sul mercato internazionale. I produttori di handset del Paese asiatico sono stati i primi a portare le fotocamere e la navigazione Internet sui cellulari, ma oggi hanno solo uno share del 3% sul mercato globale, secondo Gartner. La crescente popolarità di Apple iPhone, in Giappone come nel resto del mondo, è un’ulteriore spinta al consolidamento.

11 Giugno 2010