Video online: nel mercato spazio solo per i big player

STRATEGY ANALYTICS

Secondo Strategy Analytics il settore generarà entrate per un miliardo di dollari in cinque anni, ma andrà incontro a forte consolidamento. Le piccole aziende destinate a scomparire se non troveranno investitori pronti a sostenerle

di Patrizia Licata
I video su Internet sono sempre più popolari e questo vuol dire che l’industria dei produttori di piattaforme per video online (Ovp) ha il potenziale per generare grandi guadagni: oltre un miliardo di dollari in entrate annuali tra cinque anni, secondo Strategy Analytics.

"Più della metà della popolazione americana guarda video online regolarmente. L’industria vivrà sicuramente una crescita rapida e senza soste nei prossimi anni”, afferma l’analista Jia Wu. "Secondo noi il mercato sarà dominato da pochi grandi player, mentre molti dei più piccoli usciranno di scena nei prossimi due anni. Non so se gli investitori e i capitalisti di ventura che li sostengono vorranno aspettare che diventino profittevoli”.

E se i soldi sono pochi, e i grandi player assorbono gran parte del mercato, i produttori di Ovp dovranno offrire qualcosa di più che una semplice piattaforma di hosting: “I fornitori più piccoli dovranno trovare il modo di differenziarsi", sottolinea Wu. Qualche esempio? Veeple, con il suo video interattivo, e Kaltura, che ha una piattaforma open source, sono due piccoli provider che offrono ai clienti delle funzionalità in più che altri fornitori non hanno.

La concorrenza arriva non solo dalle aziende più grandi, ma anche da altre industrie: “Colossi della tecnologia come Cisco e Microsoft intensificano le loro iniziative sul mercato delle piattaforme per online video e i leader del settore come Brightcove dovranno far fronte a una maggiore pressione", secondo Martin Olausson, Director of Digital media research di Strategy Analytics. Anche Verizon e At&t cercano di entrare sul mercato, e lo spazio si fa sempre più affollato. “Per questo diciamo che è un gioco per grandi”, conclude Wu: sopravviveranno i big come Brightcove e Ooyala che, per moltiplicare le entrate, si spingeranno verso i mercati ancora poco sviluppati, e molto promettenti, di Asia e Europa dell’Est.

14 Giugno 2010