La "terza via" della Fcc piace agli Isp alternativi

USA

Per i provider più piccoli la commissione va nella giusta direzione: impedire comportamenti anti-competitivi sul mercato della banda larga

di Patrizia Licata
La “terza via” di Genachowski non piace ai grandi Internet service provider americani, ma sicuramente incontra il favore degli operatori alternativi. Che ora si fanno avanti per dare il loro appoggio ufficiale alla visione della Fcc, che vorrebbe almeno in parte classificare gli Isp all’interno del cosiddetto Title II, la normativa che regola tutti gli operatori di rete, dalle aziende telefoniche a quelle elettriche alle autostrade.

Se i big del settore protestano contro quella che vedono come un’ingerenza ingiustificata della Fcc e la volontà di imporre obblighi e paletti, gli Isp alternativi hanno fatto sapere che un “leggero intervento regolatorio nella direzione del Title II" aiuterebbe a fermare il comportamento anti-competitivo che potrebbe danneggiare i consumatori sul mercato della banda larga.

La dichiarazione è stata firmata dalle aziende TW Telecom, Paetec, New Edge Networks, Cbeyond, XO COmmunications, Integra Telecom, Broadview Networks, Covad Communications, Pac-West Telecomm, Cavalier Telephone e Yourtel America.

16 Giugno 2010