La sindrome del Titanic sul Symbian di Nokia

L'ANALISI

Secondo Funambol il sistema appoggiato dall'azienda finlandese è troppo pesante, ma quello di Apple iPhone troppo chiuso. Il futuro è dell'open source

di Patrizia Licata
Trasformare Symbian in un sistema open source? E’ il mercato a spingere in questa direzione, ma per Nokia il compito può rivelarsi più impegnativo del previsto, secondo l’analisi di Funambol. "Symbian è un’ottima piattaforma, ma è enorme, pesante. E’ il Titanic dei sistemi operativi mobili. Speriamo non faccia la stessa fine...”, afferma Hal Steger, vice president del marketing di Funambol, che fornisce una piattaforma open source per la sincronizzazione dei dati su apparecchi mobili.

Steger, intervistato dal sito Internet Total Telecom, spiega come in alcuni casi può essere arduo per le aziende migrare verso un modello open source: "Alcuni programmatori sono come gli artisti: sono abituati a lavorare in un certo modo. Se scrivono codice proprietario, è difficile convincerli di punto in bianco a rendere il loro codice disponibile a tutti”.

"Al momento è Android a trovarsi sulla cresta dell’onda”, continua Steger. Il manager di Funambol, che ha rilasciato i suoi commenti all’indomani dell’annuncio di Nokia di performance inferiori al previsto per il secondo quarter, fa notare che invece le vendite dei device che girano sul sistema operativo open source di Google vanno a gonfie vele e nel primo trimestre hanno superato per la prima volta le vendite di iPhone.

In più, la gamma di apparecchi che si basano su Android continua a crescere e i nuovi modelli, come quelli di Htc o Motorola, sono stati accolti molto bene dai consumatori di Usa e Europa. "I produttori di cellulari sono innanzitutto aziende di hardware e alcune tendono a mettere i programmatori software in secondo piano, ma Google non può commettere questo errore, perché non è mai stata un’azienda hardware", afferma Steger.

Ma i produttori di device saranno sempre più attratti dal codice libero, che è adattabile, piuttosto che pagare per un software proprietario e poi anche per programmatori software esterni che devono personalizzarlo. Perciò nemmeno il sistema chiuso dell’iPhone, che pure ha funzionato finora, potrà diventare il player dominante del mercato smartphone, sostiene Steger. “Steve Jobs vuole controllare troppo la user experience”, afferma Funambol. “Finora è andata bene per Apple, ma Android prenderà il sopravvento”.

17 Giugno 2010