Cina impero del broadband. In aumento lo stacco dagli Usa

BANDA LARGA

Oltre al numero di utenti cresce anche il numero di megabit per abbonato. Mersh (Boradband Forum): "C’è ancora spazio per crescere, purché siano rimossi gli ostacoli normativi"

di Patrizia Licata
E’ l’Asia il più grande bacino di utenti di tecnologia broadband nel mondo, e c’è ancora spazio per crescere, purché siano rimossi gli ostacoli normativi. Questo il messaggio degli operatori del settore riuniti a Singapore per il forum sulle telecomunicazioni CommunicAsia 2010.

Dal 2007 l’Asia rappresenta il mercato più vasto per il wireless broadband e l’anno scorso ha conosciuto il più alto tasso di crescita anche per la banda larga fissa. “E’ una delle più grandi opportunità al mondo, forse l’unica per crescere in modo spettacolare”, secondo Bill Barney, chief executive officer del service provider Pacnet.

In aumento non è solo il numero di utenti, ma anche il numero di megabit per abbonato, nota Barney: i sud-coreani, per esempio, usavano in media un megabit cinque anni fa; oggi ne utilizzano undici.

L’Asia è leader anche per numero di iscritti e la Cina è nettamente in testa, afferma Robin Mersh, chief operating officer del Broadband Forum: con 113 milioni di abbonati alla banda larga nei primi tre mesi dell’anno (erano 93 milioni solo alla fine del 2009), la Cina ha ormai di gran lunga staccato la seconda in classifica, gli Stati Uniti (87 milioni). A livello mondiale, la Cina è stata la prima fonte di nuovi abbonamenti alla banda larga fissa nel primo trimestre 2010, visto che ha rappresentato il 45% delle 14 milioni di nuove linee attivate. Inoltre, "all’Asia si deve più del 53% delle nuove linee broadband che si sono aggiunte nel primo quarter e la Cina costituisce il 90% di tale cifra”, rivelano i dati del Broadband Forum.

In un’intervista rilasciata ad Afp ai margini della conferenza di Singapore, Mersh ha detto che anche se i tassi crescita sono alti in Asia e l’adozione diffusa su molti mercati, c’è ancora spazio per un’ulteriore espansione: Vietnam, Filippine, India e Cina sono alcuni dei Paesi dove il potenziale è elevato. Ma permangono ostacoli geografici e politici, ha aggiunto Mersh.

Concorda Barney: "L’Asia è come una serie di isole. L’unico modo di creare dei collegamenti è via cavo o satellite. Ma costruire cavi è difficile, realizzare data center è ancora più difficile, e più difficile di tutto è ottenere le licenze. Il quadro regolatorio non è progredito in modo significativo dal 2000 a oggi, anzi è in parte ancora più rigido e svantaggioso per gli investitori stranieri”. La domanda però resterà robusta: “Le nuove applicazioni video possono diventare realtà solo col broadband".

A questo punto agli operatori non resta che attuare strategie mirate per trarre il massimo guadagno dal boom dell’uso delle tecnologie broadband in Asia. Per Peter Watson, consulente di Altimo, investitore privato del settore telecom, le opportunità di revenue sono da cercarsi nella qualità più che nella quantità degli abbonamenti: le telco si devono concentrare sull’offerta di servizi a valore aggiunto, che possono far compiere il balzo anche alle revenue.

17 Giugno 2010