Alu di Battipaglia, firmato l'accordo

IMPIANTI SALVI

L'impianto passerà al gruppo Vivado. Alu garantisce cinque anni di commesse e rimane nel capitale. Entrerà anche Invitalia. Salvati oltre 200 posti di lavoro. Differenziazione nel biomedicale

di G.C.
Gli impianti di Battipaglia che Alcatel Lucent ha deciso di dismettere non chiuderanno e l’occupazione è salva. È questo il risultato di una trattativa durata quasi un anno e che ha visto ieri mattina la conclusione ufficiale dopo la mediazione attiva del ministero delle Attività Produttive e degli enti locali e dopo che le assemblee dei lavoratori hanno approvato l’intesa a maggioranza. Lo stabilimento verrà rilevato da Gianfederico Vivado, un imprenditore ligure attivo con varie aziende nel biomedicale, nelle telecomunicazioni, nella difesa e nell’automazione.

Gli impianti di Marcenise verranno passati ad una newco, BTP Techno, partecipata al 90% dalla Telerobot di Vivado e al 10% da Alcatel Lucent che rimarrà nel capitale sino al momento in cui la nuova azienda dimostrerà di poter camminare con le proprie gambe. In ogni caso, la multinazionale franco-americana garantirà commesse per un quinquennio. Si sta inoltre trattando per l’ingresso nell’azionariato di BTP Techno di un partner pubblico come Invitalia. Ancora in discussione la quota, che comunque non potrà superare il 30%. Nel caso dell’ingresso di Invitalia, tanto Telerobot quanto Alcatel Lucent potrebbero cedere parte delle proprie quote.

Vengono garantiti tutti gli attuali 210 posti di lavoro “equivalenti” (circa 300 persone considerando i contratti interinali). Se all’inizio l’attività dipenderà molto dalle commesse di Alcatel Lucent, l’intenzione di Vivado è di differenziare la produzione verso i settori biomedicale e dell’automazione. “Vogliamo far crescere l’azienda – spiega Vivado – Vi investiremo 9 milioni di euro, puntando anche all’acquisizione di brevetti e alla ricerca: non vogliamo essere soltanto fornitori delle multinazionali”.
“È stata una trattativa lunga, tormentata e difficile - dice il viceministro per le Comunicazioni Paolo Romani – ma alla fine siamo riusciti a trovare una soluzione che salva lo stabilimento ed i posti di lavoro. È un esempio di come la collaborazione di tutti, istituzioni centrali, enti locali ed aziende può portare a risultati positivi”.

Secondo Emilio Lonati, della Fim Cisl nazionale, l’accordo, “a differenza di altre brutte esperienze del passato in casi analoghi”, assicura in modo solido continuità produttiva degli impianti e il mantenimento dell’occupazione, garantiti dal rimanere di Alcatel Lucent nel capitale, dall’ingresso di Invitalia e dall’impegno delle commesse quinquennali. Inoltre, l’accordo prevede “il consolidamento e lo sviluppo da parte di Alcatel Lucent di ricerca e sviluppo presente a Battipaglia e che non sarà interessata dallo spin off”.

“Non abbiamo nessuna intenzione di abbandonare ricerca e sviluppo, anzi – assicura Francesca Manili Pessina, direttore delle risorse umane di Alcatel Lucent – In Italia abbiamo più di 800 ricercatori e ne stiamo assumendo di nuovi: questo perché vogliamo consolidare le nostre posizioni di eccellenza e portare avanti nel tempo una strategia di attenzione alla ricerca”.

17 Giugno 2010