Bernabè al Financial Times: cavi condivisi solo se non replicabili

BERNABE' AL FT

La replica dell'Ad di Telecom Italia al quotidiano finanziario britannico. "Fuorviante" lo scenario rappresentato, "falsa" l'accusa al regolatore di scarsa equità sui prezzi dell'unbundling

di Patrizia Licata
L’articolo pubblicato dal Financial times (“E’ ora che Telecom Italia si svegli”) fornisce un quadro “fuorviante dello scenario italiano”, in conflitto con “l’incontestabile equità del regolatore” e del tutto falso per quel che riguarda la “flessibilità finanziaria” del gruppo.

E’ la risposta di Franco Bernabè contenuta in una lettera pubblicata oggi dal quotidiano finanziario inglese: non è vero che l’Agcom voglia alzare i prezzi della connessione all’ultimo miglio per risollevare i conti di Telecom Italia, come sostiene il Ft, “anzi”, chiarisce Bernabè, “il regolatore italiano, seguendo la richiesta della Commissione europea, sta implementando la metodologia del costo incrementale nel lungo termine, già attuato nella grande maggioranza dei Paesi membri, allineando il prezzo della liberalizzazione dell’ultimo miglio di Telecom Italia alla media degli altri Paesi”.

Per quanto riguarda poi le nuove reti in fibra ottica, l’adozione della tecnologia Gpon (gigabyte passive optical network) “è in linea con le scelte di tutti i principali operatori mondiali”, continua Bernabè. “Ciò non sorprende in quanto il Gpon è molto più economico della tecnologia P2P (point-to-point) in termini di costi di investimento (50-100% in meno) e di manutenzione (20-40% in meno)”.

Telecom Italia, conclude l’Ad, “ha intenzione di portare la fibra al 50% della popolazione italiana entro il 2018 ed è aperta a considerare progetti pubblico-privati per condividere gli investimenti (per esempio i cavidotti) solo in aree geografiche dove la concorrenza basata sulle infrastrutture non è sostenibile. Sorprende il fatto che i nostri competitor vogliano usare i soldi dei contribuenti per quella che definiscono un’iniziativa market-driven per realizzare una rete in fibra nelle principali città italiane”.

18 Giugno 2010