Caio: "Passaggio alla fibra, serve un solo modello europeo"

STRATEGIE

L'ex consulente del governo: "Se ci sarà, il modello italiano aggiungerà valore". Ingenti gli investimenti necessari "ma commensurabili ad altre grandi opere e in alcuni casi inferiori''

di Alessandro Castiglia
Il dibattito sulle Tlc e sul passaggio dalla rete in rame alla fibra è un tema caldo. E non solo in Italia. Per trovare una soluzione che sia win-win bisognerà superare i modelli nazionali e trovare una strada unica europea. E' la visione di Francesco Caio, vicepresidente di Nomura ed ex consulente per la banda larga dei governi inglese e italiano.

''In un mondo senza confini l'Europa dovrà parlare con una voce unica - puntualizza Caio -. Il modello italiano, se ci sarà, sicuramente aggiungerà valore a livello europeo, così come lo stanno facendo quello americano, inglese, francese e tedesco'', sottolinea Caio.''Tutti i Paesi stanno affrontando il tema di come passare dalla rete in rame alla fibra e stanno cercando un modello che tenga conto degli interessi dei diversi operatori e del Paese - continua -. E questa è la sfida più importante: ovvero trovare il meccanismo per cui tutti vincano, a partire dal Paese''.

Il tema, però, non è solo quello delle strategie ma anche degli investimenti necessari a mettere in campo di progetti Ngn. ''Nel caso italiano sono ingenti - commenta Caio - ma sicuramente commensurabili ad altre grandi opere che si stanno facendo e in alcuni casi inferiore''.

Infine Caio fa il punto sulla necessità di nuove norme per le Tlc. ''L'obiettivo è di darsi una legislazione nuova nei prossimi 10-15 anni e, siccome il punto di partenza di ogni Paese è diverso, il viaggio verso quella destinazione sarà diverso - conclude -. La cosa importante è tenere gli occhi sull'obiettivo di lungo periodo con la coscienza che bisognerà fare molto lavoro per accordare posizioni diverse''.

18 Giugno 2010