Ecta: reti aperte, no a un monopolio bis

ECTA

Co-investimento nei network per garantire la concorrenza

di Innocenzo Genna, Ecta former chairman
La recente adozione dell’Agenda Digitale Europea è un’ottima notizia per l’industria continentale Ict ed in particolare per gli operatori competitivi e pan-europei. Il documento conferma l’impegno della Commissione Ue a perseguire l’obiettivo di un mercato unico dei servizi di comunicazione elettronica e digitali, nonché di incoraggiare investimenti per le infrastrutture a banda larga e ad alta velocità, in un contesto aperto e competitivo. Consumatori ed imprese potranno accedere ad un mercato europeo integrato e beneficiare di un’ampia scelta di servizi innovativi, con tariffe vantaggiose e a velocità di connessione più elevate.

Ma per raggiungere tali obiettivi occorrerà valersi di un quadro regolamentare coerente ed uniforme, che superi frammentazioni e particolarità nazionali. Proprio per questo l’Agenda Digitale individua, tra le azioni prioritarie della Commissione, quella di assicurare un’applicazione rigorosa ed armonizzata del quadro regolamentare recentemente riformato.

L’azione della Commissione sarà decisiva per assicurare che i principi di concorrenza e di sviluppo economico, in particolare l’obbligo di non discriminazione e l’accesso alle infrastrutture essenziali, siano applicati in maniera uniforme in Europa. Nell’ambito dell’Agenda appaiono molto significative le previste azioni della Commissione volte a rinforzare e razionalizzare il finanziamento del broadband, a promuovere una politica europea dello spettro nonché a emettere nuove regole in tema Ngn.

La question Ngn assume un ruolo centrale, poiché senza piattaforme efficienti e tecnologicamente avanzate servizi ed economia digitali avranno difficoltà a svilupparsi. L’Agenda individua la relazione virtuosa tra reti e servizi/contenuti, evidenziando la necessità di stimolare l’ampiamento delle reti broadband ed in particolare il roll-out di quelle ad alta velocità. Vengono indicate come prioritarie le azioni volte a creare incentivi agli investimenti privati, supportati, quando necessario, dall’intervento pubblico. È significativo, però, come l’Agenda sottolinei la necessità che le infrastrutture di rete siano mantenute aperte e competitive e che si eviti una deriva verso la rimonopolizzazione.

Sarà dunque cruciale il ruolo, la coerenza e l’efficacia della regolamentazione settoriale. Il tema è estremamente attuale, visto che il trattamento delle reti Ngn ha suscitato un forte dibattito politico nel corso del processo di revisione del quadro regolamentare europeo, formalmente completato nel dicembre del 2009. La Commissione è stata impegnata oltre un anno alla stesura della Raccomandazione, un atto di estrema importanza sotto due distinti profili: da un lato si mira a uniformare l’approccio regolamentare alle reti Ngn fino ad ora contraddistinto da vie nazionali diverse ed inconciliabili; dall’altro si vogliono promuovere le best practice regolamentari al fine di facilitare ed agevolare gli investimenti in infrastrutture. Il tutto nell’ambito dei principi fondamentali fissati dalla riforma del quadro regolamentare, che prevede, inter alia, la salvaguardia dei principi di concorrenza e non discriminazione.

Particolare rilievo assumono gli accordi di cooperazione e coinvestimento per l’installazione di reti in fibra ottica. Il nuovo quadro regolamentare ha previsto la possibilità di addivenire a tali accordi per far fronte alla scarsità di risorse finanziarie dei singoli operatori e per ripartire il rischio tra essi, ma ha ribadito come tali strumenti debbano essere utilizzati compatibilmente con i principi di concorrenza. Il testo della raccomandazione sull’Nga ha conosciuto varie oscillazioni, poiché nelle prime stesure era prevalsa la tesi che accordi di cooperazione fra operatori potessero essere premiati con una sostanziale deregolamentazione dell’area interessata dall’investimento annunciato.

In un secondo momento è pero emersa una posizione più pragmatica, con la Commissione che, elaborando le possibiliti iniziative di investimento congiunto ha subordinato all’analisi economica delle autorità nazionali la decisione se deregolamentare il mercato o singole zone geografiche.

Si tratta di un approccio corretto, mirante a premiare trend competitivi reali e non semplici teoremi o, peggio, pressioni politiche pro-operatore dominante. Se la versione finale della raccomandazione Nga rispetterà tale impostazione, l’Agenda Digitale disporrà dello strumento adatto per decollare.

21 Giugno 2010