Sciolla al tavolo Ngn. "Ma la priorità è il digital gap"

BANDA LARGA

Pace fatta fra l'Ad di Bt Italia e il vice ministro Romani che fino a questa mattina non aveva invitato formalmente l'azienda alla riunione con le telco fissata per domani. "Contribuiremo alla discussione ma prima delle nuove reti meglio far funzionare bene quelle esistenti"

di Patrizia Licata
Anche BT Italia parteciperà, insieme a Telecom, Fastweb, Vodafone, Wind e Tiscali, al tavolo di lavoro convocato per le 18.00 di domani dal vice ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, per avviare un confronto tra operatori sulle ipotesi e i piani di sviluppo della rete in fibra di nuova generazione. "All'incontro - comunica una nota della società - interverrà Corrado Sciolla, amministratore delegato di BT Italia".

“Ringrazio il vice Ministro Romani per l’invito -  - dichiara Sciolla -. Non faremo mancare il nostro contributo alla discussione portando al tavolo le esigenze di comunicazione delle imprese italiane e della Pubblica Amministrazione.”

Proprio stamattina il numero uno di BT Italia aveva sottolineato, in un'intervista al Sole24Ore, che la società non era stata inviata a partecipare al tavolo sulle nuove reti insieme al ministero dello Sviluppo economico, Telecom ed Olo.

“Il tavolo voluto dal governo tra Telecom e gli operatori alternativi? Penso che dal viceministro Paolo Romani non abbiamo ricevuto alcun invito a partecipare - precisava Sciolla - e poi che prima di parlare di nuova rete in fibra bisognerebbe far funzionare meglio quella che c’è già, dando priorità non solo al settore consumer ma anche alle aziende”.

Domani Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali siederanno, insieme con Telecom Italia, al tavolo voluto dal governo per parlare di banda ultralarga e del progetto lanciato dagli operatori alternativi di un nuovo network interamente in fibra. “Dal governo noi non abbiamo ricevuto nessun invito, e poi mi sembra chiaro che questo progetto è molto focalizzato sul mercato residenziale e noi in Italia serviamo sostanzialmente il mercato business”, notava l'ad.

Soprattutto, secondo il numero uno di Bt in Italia, nel nostro Paese, nel medio periodo, “è più importante superare il digital divide che avere una rete in fibra che oggi servirebbe a poco. Meglio rendere più efficiente il network che c’è già, anziché portare la fibra a tutti”.

Una visione poco lungimirante? Non per Sciolla: “E’ strano pensare che con tutte le criticità che ha il nostro Paese si debba andare a finanziare una rete in fibra per supportare servizi che forse ci saranno tra quindici o vent’anni. Senza contare che nel 2025 ci potrebbero essere nuove tecnologie da utilizzare”. E ancora: “Qual è il differenziale di prezzo che i clienti saranno disposti a pagare, rispetto all’Adsl, per avere la fibra? In questo momento, si parla di un premium price di 2-3 euro”.

Sciolla propone invece di “puntare sulle aree metropolitane per creare una rete in grado di raccogliere più traffico. E poi maggiormente sul cloud computing, sulla possibilità di far migrare prodotti e servizi in remoto, la vera evoluzione delle infrastrutture informatiche. Nel futuro dovremo imparare a utilizzare i computer come oggi l’energia elettrica, solo quando ci serve”.

E l’aumento del canone dell’ultimo miglio? “Rimango perplesso in merito al comportamento dell’Agcom”, risponde Sciolla, “che da un lato spinge lo sviluppo di una rete di nuova generazione e poi permette a Telecom Italia di far crescere i prezzi dell’unbundling incentivando la vecchia rete in rame”. Insomma, la situazione italiana sembra un po' anomala. Sciolla non lo dice apertamente, ma la sua nota conclusiva non lascia dubbi: "In Inghilterra, dove Bt è quello che in Italia è Telecom e dove il network è davvero aperto, nessuno ha pensato a fare una seconda rete”.

23 Giugno 2010