Pirateria, giro di vite di Obama. Si punta al raddoppio dell'export

COPYRIGHT

L’amministrazione punta ad arginare, spiega il vice-presidente Biden "la perdita di miliardi di dollari generati dall’innovazione, forse il nostro più grande bene di esportazione”. Scettica la Computer & Communications Industry Association: si rischia di soffocare l'innovazione

di Patrizia Licata
L’amministrazione Obama affronta di petto la questione della protezione del marchio made in Usa e della pirateria su Internet lanciando una nuova strategia che vede coinvolte diverse agenzie federali. Il piano è stato annunciato dal
 vice-presidente Joe Biden e ha lo scopo di arginare “la perdita di miliardi di dollari generati ogni anno dall’innovazione, forse il nostro più grande bene di esportazione”.

La contraffazione infatti frena la creatività e pone rischi per la sicurezza e la salute (basti pensare ai farmaci falsi o alle gomme contraffatte per automobili): per questo nella guerra in nome della difesa del copyright e dell’autenticità saranno coinvolti anche il Procuratore generale Eric Holder e la Food and drug administration. La strategia è divisa in 33 parti; tra le tante proposte, anche una nuova legge che chiederà alle aziende di allertare l’Fda sulla presenza sul mercato di farmaci contraffatti e di mettere in atto la tracciatura elettronica dei prodotti sanitari.


Difendere la proprietà intellettuale vuol dire permettere alle esportazioni di raddoppiare nei prossimi cinque anni: “Alcune aziende vogliono essere aiutate a difendere i loro brevetti quando aprono attività all’estero”, spiega Victoria Espinel, coordinatrice dell’Intellectual property enforcement americana. Uno dei nodi da sciogliere è il rapporto con la Cina, che rappresenta quasi l’80% dei beni contraffatti sequestrati alla dogana Usa lo scorso anno, ma Biden ha sottolineato che “La Cina è uno dei problemi, non l’unico”. Gli Usa saranno d’ora in poi più severi nel far rispettare le regole, ma sempre cercando “la cooperazione, non lo scontro”.

Mark Esper, executive vice president del Global intellectual property center della Chamber of Commerce americana, loda la visione “coordinata e trasversale” dell’amministrazione Obama. La Camera di commercio lavora con i suoi membri anche sulla questione della pirateria su Internet e Esper ha subito accolto l’invito di Biden al settore privato a non fare più pubblicità ai farmaci che vengono venduti online illegalmente.

La nuova strategia è solo al suo inizio e evolverà nel tempo; sono stati avviati degli studi per valutare il modo migliore per combattere la pirateria su Internet e misurare il peso della proprietà intellettuale nell’economia americana. Saranno studiate anche le lacune nella legislazione esistente, ed è possibile che questa venga inasprita, ma non tutti concordano con l’approccio rigoroso della Casa Bianca. Ed Black, capo della Computer & communications industry association (Ccia), mette in guardia sul rischio di soffocare l'innovazione con "una campagna di vasta portata e eccessivamente zelante” contro la pirateria. Occorre un delicato equilibrio nelle leggi sulla proprietà intellettuale, secondo Black.

23 Giugno 2010