L'eccesso di concorrenza strozza le Tlc dell'India

L'ANALISI

Nonostante gli abbonati crescano a ritmo del 40-50%, secondo Ovum le revenue delle telco non decollano e big come Reliance e Vodafone perdono soldi

di Patrizia Licata
Con un tasso di crescita degli abbonati del 40-50% si può dire che l’India sia la terra promessa delle telecomunicazioni? Non secondo la società di analisi Ovum: la concorrenza sul mercato telecom del subcontinente asiatico è serrata e gli operatori, in molti casi impossibilitati a prendere parte ad attività di M&A, subiranno nei prossimi anni pesanti perdite finanziarie.

“La concorrenza in India è insostenibile”, afferma Angel Dobardziev, analista esperto di mercati emergenti di Ovum intervistato da Total Telecom ai margini del World telecoms council di Londra. "Finché non si troverà una via di uscita, molte aziende sono destinate a perdere grandi somme di denaro”.

Dobardziev spiega che gli stessi operatori cercano il consolidamento per allentare la pressione della competizione, ma diversi ostacoli si frappongono. Per esempio, secondo quanto prevedono i termini delle loro licenze, alcuni dei nuovi entranti sul mercato mobile indiano non possono essere coinvolti in merger fino al 2012. Anche i player già consolidati devono sottostare ad alcune restrizioni e esistono precise regole sulla quantità di spettro che un singolo player può possedere.

Tutto questo significa che è improbabile che ci sarà consolidamento nei prossimi cinque anni ma nel frattempo i ritorni sugli investimenti saranno molto limitati. “Anche le aziende leader hanno margini ristretti”, nota Dobardziev.

Nonostate i tassi di crescita a due cifre degli utenti, dunque, "il revenue aumenta in media del 5%", continua l’analista. Il maggior operatore, Reliance, sta addirittura registrando una crescita negativa (il suo Arpu è sceso da 9 a 3 dollari nel giro di tre anni) e la divisione indiana di Vodafone perde soldi a livello netto – e se un gruppo di quelle dimensioni perde soldi, sottolinea l’analista di Ovum, inutile dire che per i piccoli player o i nuovi entranti non sarà affatto facile generare entrate sul mercato telecom indiano.

30 Giugno 2010