Wind appesa al filo del "rosso" di Sawiris

L'ANALISI

L'azionista egiziano gravato dai debiti sta cercando di fare cassa cedendo Djezzy in Algeria. Ma se l'operazione salta, l'unico asset vendibile resterebbe la telco italiana

di Patrizia Licata
Con la sua forza finanziaria, ormai rilevante grazie alla numerosa clientela e ai costi snelli, Wind si è candidata insieme a Vodafone e a Fastweb a creare in Italia la nuova rete di telecomunicazioni in fibra ottica per la banda larga alternativa a Telecom (o complementare ad essa). Ma se per sostenere questi eventuali futuri investimenti Wind dovesse attendere a sua volta il sostegno del proprio azionista di controllo, il gruppo Weather Investissments che fa capo alla holding Orascom del magnate egiziano Naguib Sawiris, avrebbe ben poco da sperare. Perché da più parti l'impero Orascom fa acqua, oppresso dal peso dei debiti.

E’ questa l’analisi tracciata da Italia Oggi che parla di un vero “enigma” che grava sulle prospettive di Wind di partecipare al progetto italiano per la fibra ottica. Solo due giorni fa è arrivata la notizia di un'ennesima ristrutturazione finanziaria per Wind Hellas, la “costola” greca dell'impero Weather, che ha ben 1,7 miliardi di euro di finanziamenti in scadenza. Ci sono sul mercato 356 milioni di euro di bond Wind Hellas con scadenza 2013 che veleggiano a bassissimo prezzo, con un rating "C" da Fitch. E la società sta trattando una rinegoziazione delle sue scadenze con i creditori.

“Ma è un po' questo il destino di Sawiris”, secondo Italia Oggi: il magnate egiziano “è cresciuto grazie a un uso spericolato della leva finanziaria, usata a man bassa anche per l'acquisizione di Wind: combattere con i debiti, e pagarli pompando soldi dalle aziende interamente controllate”.

Oggi il terzo gestore italiano, sotto l’esperta guida di Luigi Gubitosi, può vantare ottimi conti 2009, con ricavi in crescita del 5,2%, un ebitda di oltre 2 miliardi di euro (pari al 36% dei ricavi), utile netto a 308 milioni, 572 milioni di generazione di cassa, 18,4 milioni di clienti di telefonia mobile, 2 milioni nella telefonia fissa voce e 1,64 di banda larga fissa.

“Ma è l'azionista al piano superiore che non può snocciolare dati comparabili a questi”, secondo Italia Oggi. “Quindi, se è credibile che Wind prosegua negli investimenti diretti (nel 2009, 915 milioni di euro, +15% sul 2008), non è facile che possa sottrarsi al destino di ‘mucca da mungere’ che il suo azionista di maggioranza assoluta ha bisogno di appioppargli”.

Sulla holding del “Faraone”, come è stato ribattezzato Sawiris dai media di mezzo mondo, grava dunque un'enorme quantità di debiti. A gennaio 2013 dovrà ripagare 2 miliardi di euro ai fondi di private equity che investirono nel 2008 in Weather Investments. Dove li prenderà?

Le uniche aziende vendibili del gruppo – cioè quelle redditizie – sono proprio Wind in Italia e Djezzy in Algeria, una compagnia mobile che vanta un ebitda di circa il 40%. Il gruppo telefonico sudafricano Mtn ha aperto una trattativa con Weather per comprare Djezzy, offrendo – pare – ben 7,8 miliardi di dollari, e dopo le prime indiscrezioni la trattativa è stata confermata ufficialmente. Ma sull’operazione pesa l’ostilità del governo algerino ed è chiaro, conclude Italia Oggi, che se la cessione di Djezzy saltasse, mentre i debiti continueranno a incalzare, il gruppo Orascom-Weather potrebbe essere costretto a rimettere sul mercato l'altro “gioiello”, Wind. Il che riaprirebbe i giochi sull'assetto delle telecomunicazioni italiane.

01 Luglio 2010