Per la banda larga Obama punta sullo spettro radio

FREQUENZE

I broadcaster potrebbero cedere volontariamente alcune frequenze, secondo la proposta del Presidente. Lo spettro verrebbe poi messo all'asta, ma con una sorpresa: At&t e Verizon rischiano di essere escluse

di Patrizia Licata
Barack Obama vuole mettere l’acceleratore allo sviluppo del broadband negli Stati Uniti. Come? Raddoppiando nei prossimi dieci anni le frequenze a disposizione per portare Internet veloce agli americani. Il Presidente, riporta il Financial Times, ha firmato un memorandum che libera fino a 500 megahertz di spettro oggi usato dal governo ma anche da aziende private per soddisfare la crescita della domanda di servizi su banda larga.

La proposta di Obama arriva in un momento in cui le relazioni tra Casa Bianca e industria delle comunicazioni non sono esattamente idilliache: la Fcc vorrebbe imporre regole più severe sulla banda larga e i maggiori provider americani si oppongono. Secondo quanto propone ora il Presidente, le agenzie del governo dovranno cedere parte di uno spettro non pienamente sfruttato. Anche le aziende della televisione dovranno fare la loro parte, dando spontaneamente alcune loro frequenze.

Lo spettro liberato verrebbe quindi messo all’asta e le decine di miliardi di dollari che si genererebbero andrebbero in parte a compensare le compagnie per le frequenze cedute e in parte a contribuire a pagare la nuova rete di comunicazioni di pubblica sicurezza, il cui costo è stimato tra i 12 e i 16 miliardi di dollari.

La National association of broadcasters, la lobby delle tv, ha commentato che “la priorità del Congresso dovrebbe essere cercare lo spettro inutilizzato”; ad ogni modo, se la Casa Bianca chiederà solo un contributo volontario, i broadcaster non si opporranno.

Più favorevoli le aziende del wireless come At&t e Verizon: i servizi su banda larga mobile sono sempre più richiesti e ai provider potrebbe far comodo nuovo spettro. Rebecca Arbogast, analista di Stifel Nicolaus, commenta: “La proposta di Obama aiuterà tutti i fornitori di banda larga wireless a tenere il passo con la domanda e lavora anche verso gli obiettivi fissati dalla Fcc con il National broadband plan”. Ma proprio At&t e Verizon potrebbero finire con l'essere danneggiate dalla decisione del Presidente: le due aziende hanno sufficiente spettro per potenziare i loro network e potrebbero perciò essere escluse dalle aste per le nuove frequenze (un’ipotesi non improbabile, secondo gli analisti), a tutto vantaggio delle rivali.

01 Luglio 2010