Telefonica-Vivo, la Ue contro la golden share

GOLDEN SHARE

L'8 luglio la Corte di Giustizia si pronuncerà sulla legittimità dello stop esercitato dal governo portoghese. Il caso italiano, un precedente a "sfavore" del Portogallo

di Federica Meta
La palla della golden share messa dal governo di Libsbona sull'operazione Telefonica-Vivo è ora nelle mani della Corte europea di Giustizia che il prossimo 8 luglio si dovrà esprimere sulla legittimità delle decisione portoghese (lo scorso 18 marzo la Corte si era espressa contro i "diritti speciali" che lo stato italiano detenuti in aziende a partecipazione statale, come Eni, Enel, Telecom Italiae  Finemccanica).

E mentre Telefonica e Portugal Telecom si aspettano che la giustizia europea rigetti il veto di Lisbona per chiudere l'accordo su Vivo - il 74% degli azionisti di PT ha infatti approvato l'offerta di Telefonica di 7,15 miliardi per l'acquisto di Vivo - il primo ministro portoghese Jose Socrates difende i tentativi del suo governo di fermare l'offerta spagnola per gli asset brasiliani di Portugal Telecom, ricodando che "è dovere del governo tutelate gli interessi strategici" del Paese. Socrates, in un articolo sul quotidiano Publico, precisa che "l'internazionalizzazione di PT e la sua presenza in Brasile sono assolutamente fondamentali per l'economia portoghese".

E se il governo di Lisbona non molla sulla golden share quello spagnolo - che osserva con attenzione le strategie sudamerciane di Telefonoca, maggiore operatore del Paese - si dice che in futuro decisioni come quelle portoghesi non potranno più essere prese. "Nel nuovo periodo europeo che stiamo vivendo non si potranno ripetere azioni come il veto opposto dal governo del Portogallo all'operazione di Telefonica su Portugal Telecom - ha sottolineato il ministro degli Esteri, Miguel Angel Moratinos Moratinos, in un'intervista alla radio Cadena ser -. Ogni governo si assume le proprie responsabilità, ma ricordo che la Ue si è opposta alla decisione dell'esecutivo portoghese di usare la golden share, definendola incompatibile con la legislazione europea. Ora attendiamo la decisione della Corte di Giustizia Ue".

A Bruxelles dopo il monito del commissario alla Digital Agenda Neelie Kroes che ieri ha invitato gli stati a rimanere fuori dalle decisioni delle imprese, oggi il collega al Mercato interno, Michel Barnier, critica l'esistenza di una golden sharedetenuta dallo stato portoghese in Portugal Telecom.

"Riteniamo che l'utilizzo della clausola di golden share non sia giustificata - ha detto Barnier in conferenza stampa -. Si tratta di un ostacolo alla libera circolazione dei capitali e questa è una delle competenze di cui sono responsabile come commissario".

01 Luglio 2010