Telefonica non molla su Vivo e bussa alle banche

MERCATO

In attesa della decisione della Corte di Giustizia Ue sulla golden share il gruppo spagnolo sonda il terreno presso una ventina di istituti finanziari: per supportare l'offerta servono 5 miliardi

di Patrizia Licata
Telefonica a caccia di 8 miliardi di euro. Il colosso telecom spagnolo, secondo fonti vicine al gruppo sentite dal quotidiano Cinco Dias, ha bussato alla porta di una ventina di banche per ottenere la somma in prestito, necessaria per sostenere la sua offerta per la quota di Vivo in mano a Portugal Telecom ma anche per rifinanziare il suo debito.

Nel dettaglio, circa 5 miliardi di euro servono a supportare l’offerta, ormai salita a 7,15 miliardi, per l’operatore brasiliano che per metà appartiene a Pt, mentre 3 miliardi andrebbero a rifinanziare il debito che maturerà nei prossimi mesi. Il prestito di 5 miliardi avrebbe una maturità di cinque anni e ciascuna banca si impegnerebbe per 250-500 milioni di euro, secondo Cinco Dias.

Una portavoce di Telefonica ha affermato che diverse banche si sono avvicinate all’azienda per proporre i finanziamenti necessari a sostenere il tentativo di takeover di Vivo. Sull'operazione pende la Golden share opposta dal governo di Lisbona sui cui liceità si dovrà esprimere nei prossimi giorni la Corte di Giustizia Ue. Intanto gli analisti credono che nel prossimio Cda di PT si trovi un escamotage legale per aggirare il veto governativo e portare a termine l'accordo conTelefonica, facendo forza sul 74% di voti favorevoli che l'operazione ha incassato nell'ultima assemblea degli azionisti.

06 Luglio 2010