Fastweb-Sparkle: in manette altri tre professionisti

L'INCHIESTA SUL RICICLAGGIO

Simone D'Ascenzo e Stefano Fanella, due presunti "spalloni" di Mokbel, accusati di trasferimento fraudolento di fondi all'estero e associazione per delinquere dalla Procura di Roma. A Milano è finito in carcere l'avvocato Federico Palazzieri

di Enzo Lima
Associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e trasferimento fraudolento di fondi all'estero. Sono le ipotesi di reato per cui ieri sono stati arrestati due presunti “spalloni” legati a Gennaro Mokbel, l'imprenditore coinvolto nell'inchiesta sul riciclaggio di due miliardi di euro che ha coinvolto anche gli ex vertici di Telecom Italia Sparkle e Fastweb. Simone D'Ascenzo e Stefano Fanella sono finiti in carcere perché - secondo gli inquirenti - hanno agito per conto del gruppo d'interesse legato a Mokbel che gestiva il riciclaggio internazionale oggetto dell'indagine. I due sono stati arrestati dai carabinieri del Ros, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Aldo Morgigni, su richiesta dei pm Giovanni Bombardieri, Francesca Passaniti e Giovanni Di Leo e del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo.

Nel provvedimento il giudice riporta numerosi fatti e circostanze già emersi nel fascicolo che coinvolge Telecom Italia Sparkle e Fastweb, oltre alle contestazioni ai due arrestati. I reati ipotizzati a carico di degli arrestati sono quelli l'associazione per delinquere e il trasferimento fraudolento di fondi all'estero. Per D'Ascenzo c'è anche il riciclaggio.

Secondo gli investigatori, inoltre, Fanella avrebbe anche tentato di inquinare le prove, suggerendo ad alcune persone, che dovevano essere sentite dagli inquirenti, di riferire alcuni fatti utili a scagionare il fratello Silvio, che secondo i pm era promotore, organizzatore e capo dell'associazione a delinquere così come lo stesso Mokbel, l'ex senatore del Pdl, Nicola Paolo Di Girolamo e il manager Carlo Focarelli. Con una rogatoria internazionale in Romania e il sequestro di alcune cassette di sicurezza i pubblici ministeri ritengono di aver provato una serie di elementi, sul passaggio di denaro e di fondi. Per D'Ascenzo, invece, gli investigatori del Ros e del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza hanno dovuto cercar le prove ad Hong Kong, dove era operativa una delle società riconducibili a Mokbel. Sentito dai pm, D'Ascenzo si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Sempre ieri è stato arrestato a Milano anche Federico Palazzari, avvocato specializzato nelle consulenze per le aziende interessate ad investire in Cina e Hong Kong, nell’ambito della stessa inchiesta. Palazzari sarebbe coinvolto in una serie di operazioni finanziarie che avevano come riferimento una società con sede ad Hong Kong.

07 Luglio 2010