Nexus One non sfonda: Google rinuncia alla versione Two

SMARTPHONE

Appena 135.000 smartphone venduti in due mesi. Ma il motore guarda il bicchiere mezzo pieno: "Volevamo rivoluzionare le piattaforme mobili e ci siamo riusciti. Mai pensato a una second edition"

di Patrizia Licata
Solo sei mesi fa Google faceva il pienone nella sua sala conferenze a Mountain View per presentare il suo primo smartphone branded, costruito da Htc su sistema operativo Android, il Nexus One, il guanto di sfida lanciato all’Apple iPhone. Ma per una volta, il gigante della web search e dell’advertising online ha fatto un mezzo flop. E così il Ceo Eric Schmidt spiega al quotidiano britannico Telegraph che non ci sarà un Nexus Two.

Le parole di Schmidt, a dire il vero, suonano diversamente: “L’idea un anno e mezzo fa era di produrre il Nexus One per rivoluzionare il mercato delle piattaforme mobili: ci siamo riusciti, è stato un grande successo. Non abbiamo bisogno di creare una nuova versione del nostro smartphone”. E del resto, chiarisce Google, l'azienda non aveva mai parlato di un Nexus Two.

Di fatto, però, si legge su La Tribune, il Googlefonino non ha mai sfondato. Gli analisti di Flurry stimano (Google non ha mai fornito cifre ufficiali) che ne siano stati venduti 135.000 esemplari nei primi due mesi di commercializzazione, contro 1 milione di Droid venduti da Motorola nello stesso lasso di tempo.

Uno degli errori di Google, secondo il quotidiano francese, sarebbe stata la scelta iniziale di una distribuzione direttamente su Internet. Solo a maggio l’azienda ha fatto marcia indietro optando per la vendita tramite gli operatori. Ma anche qui Google ha incontrato qualche difficoltà, perché i carrier si sono mostrati cauti: negli Usa, per esempio, Nexus One viene commercializzato da T-Mobile, mentre Sprint, inizialmente interessata, ha avuto un ripensamento. In Europa per ora il telefono di Google è venduto da Vodafone, ma in estate dovrebbe essere proposto anche dalle francesi Bouygues e Sfr.

Se Google è così attiva nella telefonia mobile è perché considera il cellulare sempre più la prima porta d’accesso al web. Ma su device come l’iPhone, argomenta La Tribune, gli internauti non hanno più bisogno di passare attraverso un motore di ricerca per accedere ai servizi, perché ci arrivano direttamente tramite le applicazioni dedicate. Il rischio è grande per Google, che genera attualmente il 95% del suo giro d’affari tramite le pubblicità collegate al suo motore di ricerca.

L’idea con Nexus One era proprio quella di promuovere il sistema operativo Android e di conseguenza i servizi made in Google. Ma, nota Benoit Flamant di It Asset management, oggi Android vive di vita propria e ha ottenuto un grande successo, sganciandosi dall’hardware con cui Google aveva voluto promuoverlo in prima battuta. Come a dire, Nexus One non serve più.

07 Luglio 2010